Avastin è un farmaco antitumorale a base di Bevacizumab, appartenente alla categoria farmacologica degli “anticorpi monoclonali umanizzati” ed indicato per il trattamento di varie forme tumorali in stadio avanzato, tra cui carcinomi del colon e del retto, del seno, carcinoma polmonare del tipo “non a piccole cellule”, carcinoma renale, tumore epiteliale delle ovaie, tumori delle tube di Falloppio e del peritoneo, qualora abbiano cominciato a diffondersi in altre parti del corpo, si siano ripresentati dopo una prima cura o non possano essere rimossi con la chirurgia.

Il medicinale viene somministrato mediante infusione endovenosa, generalmente in 90 minuti, mentre il dosaggio e la frequenza di somministrazione verranno stabiliti dall’ oncologo caso per caso. La terapia a base di Avastin dovrà invece proseguire fino a miglioramento o stabilizzazione della malattia, oppure fino al manifestarsi di effetti intollerabili per il paziente. Durante la prima infusione è possibile constatare la comparsa di effetti indesiderati quali difficoltà del respiro, dolore al torace, alla schiena e allo stomaco, brividi, sudorazione, arrossamento e calore del volto, gonfiore alle labbra, alla lingua e alla gola. Sul lungo periodo, gli effetti collaterali più comuni comprendono invece nausea, vomito e diarrea, perdita di appetito, stanchezza, sintomi di tipo influenzale (tra cui febbre, brividi, vertigini e debolezza), ulcere della bocca, riduzione del numero dei globuli bianchi, reazione di ipersensibilità all’ infusione, emorragia, ipertensione, sensazione di intorpidimento o formicolio alle mani e ai piedi, proteinuria (aumento di proteine nelle urine), tromboembolia arteriosa e venosa e aumentata vulnerabilità alle infezioni.

Avastin risulta inoltre controindicato in caso di allergia al bevacizumab o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ipersensibilità ad altri anticorpi ricombinanti umani o umanizzati; gravidanza; ferite chirurgiche non ancora cicatrizzate; pressione alta e problemi di coagulazione.