Avamys è uno spray nasale a base di fluticasone furoato (un corticosteroide), soggetto a prescrizione medica ed indicato nel trattamento dei sintomi della rinite allergica, tra cui naso chiuso, che gocciola o prude; starnuti; lacrimazione; prurito e rossore agli occhi. Il farmaco è indicato in adulti e bambini a partire dai 6 anni di età ed è efficace nel trattare i sintomi delle allergie stagionali, come anche quelle causate da animali, acari della polvere e muffe.

Negli adulti, e a partire dai 12 anni di età, la dose iniziale consigliata è di 2 spruzzi in ciascuna narice, una volta al giorno. Quando i sintomi risultano quindi attenuati, è possibile diminuire la dose ad 1 spruzzo in ciascuna narice, una volta al giorno. Nei bambini di età compresa fra i 6 e gli 11 anni, la dose iniziale è invece di 1 spruzzo in ciascuna narice una volta al giorno. Per quanto riguarda i bambini, è bene ricordare che la durata massima della terapia non deve superare i 3 mesi consecutivi. Si raccomanda inoltre di utilizzare Avamys ogni giorno, all’incirca allo stesso orario, così che il suo effetto risulti continuativo. L’efficacia del farmaco sarà avvertita entro 8/24 ore dalla prima somministrazione nasale.

Come tutti i medicinali, anche Avamys può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Tra gli effetti collaterali più comuni si segnalano sanguinamento dal naso (particolarmente frequente se si utilizza il farmaco per lunghi periodi), cefalea e irritazione o fastidio al naso. Più rare risultano invece le reazioni avverse di tipo allergico, che colpiscono meno di 1 persona su 1000. In questo caso i sintomi possono comprendere respiro sibilante, tosse o difficoltà di respiro; sensazione improvvisa di debolezza e stordimento (che può precedere uno svenimento); gonfiore al viso; eruzioni cutanee e/o rossore. In tutti questi casi è bene sospendere immediatamente il trattamento e rivolgersi al proprio medico il prima possibile. In caso di uso eccessivo o impiego a lungo termine, Avamys  può infine causare ritardo della crescita.