Arriva dall’Italia una nuova speranza nella lotta contro autismo e disabilità intellettiva. Un gruppo di ricercatori nostrani ha studiato il comportamento di una proteina chiave che potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti medici. La scoperta, pubblicata sul magazine scientifico Nature Communications, sarà argomento di dibattito alla giornata mondiale dell’autismo fissata per domani, 2 Aprile.

Limitazioni nelle funzioni cognitive, sociali e comunicative. I sintomi dell’autismo sono ben noti ma continua a mancare chiarezza sulle cause scatenanti della psicopatologica, in cui la corretta comunicazione tra le sinapsi diventa intermittente. Lo studio portato avanti dal Dulbecco Telethon Institute (DTI) e dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano punta il dito sulla proteina RAB39B, che mutando ostacola i contatti tra una cellula nervosa e l’altra e provoca la famigerata disabilità intellettuale associata a disturbi dello spettro autistico ed anche all’epilessia.

Il capo-progetto Patrizia D’Adamo spiega che “l’impatto della perdita della funzione di RAB39B sull’attività delle sinapsi resta in gran parte non spiegato. Ma l’individuazione di questo meccanismo difettoso è decisamente fondamentale, per arrivare a capire dove e come agire per ripristinare il corretto funzionamento della trasmissione dell’impulso tra due neuroni. Il passo successivo sarà creare un modello di malattia per testare delle molecole in grado di ristabilire al meglio la connessione perduta”.

L’interessantissimo traguardo scientifico italiano si somma alle altre iniziative “made in Italy” andate già in porto di recente: Il disegno di Legge approvato in Senato che riconosce l’autismo come “condizione che esige assistenza specifica”, la nascita della Fondazione Italiana per l’Autismo e l’arrivo di un Numero Verde in supporto alle famiglie. La “VII Giornata Mondiale per la consapevolezza dell’autismo” non potrebbe partire in modo migliore.