Non è solo la quantità di grasso a incidere sulla salute delle persone, ma anche la sua posizione.

E’ quanto emerge da uno studio presentato dai ricercatori della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) durante il meeting annuale dell’Esc (European Society of Cardiology), che si sta tenendo a Monaco di Baviera in questi giorni.

I ricercatori hanno raccolto i dati di 12.785 persone dai 18 anni in su altezza, peso, circonferenza vita, circonferenza fianchi, livello socioeconomico, malattie concomitanti e vari altri parametri che sono stati poi monitorati per circa 14 anni. Dall’incrocio di questi dati con quelli relativi alla mortalità nel periodo (2.562 morti di cui 1.138) gli studiosi hanno dedotto che è il grasso che si accumula sulla vita e sui fianchi a creare le condizioni di pericolosutà.

Il grasso accumulato sulla zona addominale mette a repentaglio la vita anche di coloro che hanno un IMC (indice di massa corporea) nella media.

Già sappiamo da precedenti ricerche che quella addominale è un’obesità più ‘cattiva’ – ricorda l’autore senior Francisco Lopez-Jimenez – ma ciò che di nuovo emerge da questo studio è che la distribuzione del grasso è un fattore di estrema importanza anche nelle persone normopeso.

Secondo i ricercatori a far raddoppiare il rischio di morte è il grasso viscerale, il quale, a differenza di quello che si trova in altre parti del corpo

è associato a insulino-resistenza e ad altri fattori di rischio, unito a una quota minore di grasso a livello di fianchi e gambe (di tipo protettivo) e a una massa muscolare relativamente bassa.