Molto presto potrebbe non essere più necessario dover ricorrere all’asportazione preventiva di mammelle e ovaio nel caso in cui la paziente dovesse scoprire di essere portatrice della mutazione dei geni Brca1 oppure Brca2. La novità è stata anticipata da Pierfranco Conte, nel corso del congresso internazionale sul tumore al seno che si sta svolgendo a Padova, organizzato dall’Accademia Nazionale di Medicina.

E così si scopre che forse, in futuro, casi come quello pubblico di Angelina Jolie potrebbero non verificarsi più: l’attrice, per timore di ammalarsi in futuro e avendo già avuto altri casi in famiglia, ha preferito farsi asportare seno e ovaio (essendo anche affetta da mutazione genetica), in modo da eliminare, in via preventiva, il problema.

Una decisione, quella della Jolie, che aveva aperto le porte dell’opinione pubblica al dibattito sull’asportazione preventiva. Una decisione che viene agevolata dal consulto di medici e che può certo verificarsi in condizioni particolari. Ma soprattutto una scelta molto personale, che difficilmente potrebbe essere criticata, vista la sfera profondamente intima che va a toccare. Insomma, davvero difficile stabilire cosa ognuno di noi sarebbe pronto a fare a meno che non si trovi direttamente coinvolto nella singola situazione.

Dal convegno internazionale di Padova però, sembra che la medicina stia cercando cure mirate per trattare le mutazioni genetiche del Brca, anche nel caso in cui si sviluppi poi la malattia. Lo studio è stato condotto dall’Istituto Oncologico Veneto di Padova e sembra proprio che la strada del futuro sarà questa.