Leggero, flessibile e personanlizzabile. E’ il sistema ‘Human Body Posturizer‘ (Hbp), un esoscheletro super tecnologico da indossare come una tuta, che permette in poco tempo di riallineare la postura messa a dura prova dall’età, cattive abitudini e patologie degenerative. La tuta ‘hi tech’ è stata sviluppata da Maurizio Ripani, docente di anatomia all’università Foro Italico di Roma. Ora un gruppo di lavoro italiano ha testato l’efficacia dell’Hbp grazie alla sperimentazione su venti pazienti con problematiche muscolo-scheletriche. E presenterà il dispositivo nei prossimi mesi in un incontro a Roma.

A COSA SERVE LO HUMAN BODY POSTURIZER
“Tutti i pazienti, con un’età media 65 anni – afferma Vincenzo Marigliano, direttore del dipartimento scienze dell’invecchiamento dell’università Sapienza di Roma e autore della ricerca – che hanno indossato la Human Body Posturizer per 30-40 minuti al giorno per un mese, hanno raddoppiano la loro capacità motoria”. “Dai primi risultati – avverte Ripani – abbiamo visto dei dati incoraggianti anche su patologie neurologiche. Come la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) o i fenomeni parkinsoniani. Ma dobbiamo andare avanti nella ricerca”.

MA FUNZIONA?
Lo studio sull’efficacia dell’Hbp sarà pubblicato a breve. Ma secondo Franco Postacchini, direttore del dipartimento di ortopedia dell’università Sapienza di Roma e uno degli esperti che ne stanno valutando i risultati, a giovarsi dei benefici dell’Hbp potrà essere anche “chi ha un dorso curvo accentuato, una scoliosi dolorosa o una frattura osteoporotica da rimettere in sesto”. “Il sistema ‘Hbp’ – spiega Ripani – ha lo scopo di controllare la postura eretta bipede mantenendo l’equilibro statico attraverso il sistema recettoriale periferico, che invia propri segnali al sistema nervoso centrale che provvede agli aggiustamenti posturali del corpo. La tuta consiste in più componenti articolati tra di loro che permettono al soggetto di modificare il proprio assetto posturale in equilibrio statico”.

L’ESOSCHELETRO PER LE PATOLOGIE ORTOPEDICHE
Lo sviluppo dell’Human Body Posturizer è stato possibile grazie al dottorato di ricerca finanziato dalla Regione Lazio. E dal lavoro di ricerca accumulato nel campo dell’anatomia e della postura da Maurizio Ripani e il suo staff dell’università Foro Italico. “Alcuni esemplari – spiega il docente – sono stati dati in prova alla divisione sanitaria della Guardia di Finanza per testarli sui dipendenti colpiti da patologie lombari e alla Fondazione Don Gnocchi di Roma, che cura i malati di Parkinson. L’esoscheletro – aggiunge l’esperto – ha dimostrato la sua validità su molte patolgie ortopediche. Ad esempio a livello lombare, o nel recupero dell’equilibrio e della stabilità degli anziani dopo ricadute frequenti. Inoltre – avverte Ripani – il 64,7% dei soggetti che ha testato la tuta ha riscontrato un senso di leggerezza e l’82,3% non l’ha trovata pesante”. “L’esoscheletro ‘Hbp’ – sottolinea Marigliano – è un aiuto più efficace per gli anziani che di solito si sostengono con il bastone, le canadesi o il girello. La tuta agisce ricostruendo l’immagine motoria a livello del cervelletto – prosegue – come un pianista che per fare un passaggio lo ripete centinaia di volte e poi non ha più il problema di sapere quali dita muovere, ma procede in automatico. Così avviene con l’Hbp: le prime volte l’anziano sarà solo sostenuto dall’esoscheletro, dopo l’azione diventerà automatica anche una volta lasciata la tuta”.

L’ESOSCHELETRO PER CHI HA SUBITO TRAUMI
Ma quali potrebbero essere gli sviluppi futuri dell”Human Body Posturizer’? “Ad esempio – risponde Postacchini – provarlo in altri distretti anatomici come la spalla. Questa è una di quelle articolazioni che possono risentire di traumi. Ma anche per chi ha subito un trauma alla cuffia cuffia dei rotatori, o chi ha un difetto di posizionamento dell’arto superiore rispetto al tronco. Per quanto riguarda invece il recupero post operativo “l’Hbp dovrebbe dare qualche vantaggio – avverte Postacchini – più sul a lungo termine che nell’immediato. E’ un apparecchio nuovo e va sperimentato per provarne le potenzialità anche in altri distretti come: il gomito, l’anca o il ginocchio valgo di una persona con artrosi”. Con la commercializzazione futura dell’Hbp, che una volta smontato entra in una valigetta 24 ore, Ripani mette l’accento su quanto potrebbe risparmiare il Servizio sanitario nazionale “se metterà a disposizione – precisa l’esperto – in un unico dispositivo le peculiarità oggi offerte da tanti e svariati strumenti utilizzati per i problemi cronici muscolo-scheletrici”.