L’arnica montana è una pianta nativa delle regioni montuose dell’Europa centrale ed è nota per le sue proprietà medicinali. Fiorisce tra i mesi di maggio e agosto, è alta dai 20 ai 60 centimetri e i suoi fiori sono di colore giallo/arancio, con forma molto simile a quelli della margherita, e ha foglie spesse e con peluria (per proteggersi da attacchi di eventuali animali). Fra i principi attivi presenti nell’arnica montana troviamo: lattoni sesquiterpenici, flavonoidi e oli essenziali.

Arnica montana: la raccolta

L’arnica montana da crescita biologica viene raccolta seguendo alcune regole ferree: i fiori crescono spontaneamente in siti ben localizzati (su prati montani sopra gli ottocento metri di altitudine). I siti di raccolta devono essere privi di ogni forma di inquinamento, lontani da allevamenti bovini e in zone biologicamente ben identificate (terreni acidi, silicei e non calcarei).

La raccolta è ovviamente condizionata, prima di tutto, dalle condizioni climatiche e atmosferiche che si sono verificate in precedenza. È dunque la natura ad imporre ai raccoglitori (tutti botanici specializzati) i ritmi di raccolta e anche la sua più o meno ottima riuscita. La raccolta dei fiori di arnica montana viene effettuata utilizzando dei guanti (i peli presenti sulla pianta potrebbero infatti irritare la cute) e ponendo attenzione a non raccogliere tutti le piante ma a lasciarne alcune sul terreno, in modo da assicurare anche la raccolta dell’anno successivo. Le piante raccolte vengono poi schedate e inviate ai laboratori entro 48 ore, perfettamente pulite. I laboratori procedono con i controlli di qualità e con al preparazione delle tinture madri, che avviene secondo procedure standardizzate.

Arnica montana: la tintura madre

La tintura madre viene preparata attraverso la macerazione delle piante di arnica montana: essa avviene in una miscela di acqua e alcol e viene seguita poi dalla spremitura in presse idrauliche. Attraverso la filtrazione si eliminano le particelle più grandi di un micron e successivamente vengono effettuati altri controlli di qualità, per evitare che il prodotto finale possa avere delle impurità. Una volta ottenuta la tintura madre, si procede con le diluizioni: per fare ciò occorre prelevare 1/100 di tintura madre e diluirla in 99/100 di soluzione idroalcolica. La miscela viene poi agitata vigorosamente: si tratta del procedimento di dinamizzazione, con cui si ottiene infine una diluizione 1 CH.

Arnica montana: gli usi

Per illustrare tutti gli usi dell’arnica montana ci si affida alle parole della Dottoressa Enrica Campanini, medico esperto in Fitoterapia e Omeopatia. Utilizzare la tintura madre di arnica montana significa utilizzare i principi attivi in essa presenti, che hanno azione farmacologica. Nella fitoterapia non può essere utilizzata per via interna perché è una pianta cardiotossica ed è per questo, quindi, che se ne fa un uso esterno e su pelle integra. In omeopatia, invece, il medicinale risulta assolutamente sicuro ed efficace per via interna.

Il preparato di arnica montana è sicuro, efficace, privo di effetti collaterali ed utilizzabile a qualsiasi età, senza alcuna controindicazione. Per quanto riguarda i traumi, esso è in grado di calmare il dolore, impedire o limitare la formazione di ematomi e di accelerarne il riassorbimento, facilitare la guarigione e di avere un’azione analgesica, antiedemigena e capillaro-protettiva.

Per traumi si intendono contusioni, ematomi, distorsioni, fratture, dolore da traumi pregressi e dolori artrosici. L’arnica montana è efficace anche per il trattamento pre e post operatorio (chirurgia generale, chirurgia estetica, estrazione dentaria) oppure durante e dopo il parto.

Oltre a curare le conseguenze traumatiche, essa può essere impiegata anche contro il sovraffaticamento derivante da indolenzimenti causati da lavori pesanti, esercizio fisico di varia natura, viaggi in aereo o in auto (quando si sta per molto tempo seduti e fermi) ma anche contro l’insonnia da affaticamento fisico oppure mentale e la raucedine di cantanti e oratori.

Infine, l’arnica montana si può impiegare in caso di fragilità capillare, terapia infusionale e per la prevenzione del rischio cardiovascolare oltre che nel trattamento di traumi affettivi.