L’ aragosta e l’ astice sono due crostacei appartenenti allo stesso ordine, quello dei Decapodi (come anche gamberi e granchi), ma a differenti famiglie: quella dei Palinuri per l’ aragosta e quella dei Nefropidi per quanto riguarda l’ astice. Non sono dunque la versione maschile e femminile dello stesso animale, come da molti erroneamente creduto.

Per aiutarci a distinguere questi due pregiati crostacei dobbiamo guardare la loro anatomia: quel che salta immediatamente all’ occhio è che mentre l’ astice è dotato di imponenti e robuste chele frontali, l’ aragosta ne è totalmente priva, mostrando invece due lunghe antenne, generalmente ripiegate all’ indietro, che hanno la funzione di organi sensoriali e di difesa.

Astice e aragosta differiscono inoltre nel colore: bluastro con chiazze gialle sul dorso per i primi; tendente al rosso-brunastro o viola-brunastro per la seconda (anche se una volta cotti risultano entrambi rossastri). Se le aragoste raggiungono poi una lunghezza media di 20/40 cm e sono provvisti di corazza ‘spinosa’, gli esemplari comuni di astice sono leggermente più grandi, mediamente dai 30 ai 40 cm, e presentano un carapace liscio e incavato.

Se a un primo sguardo dovessero tuttavia restare ancora dubbi, certo il prezzo dei due crostacei non lascia adito a incertezze: l’ astice risulta infatti molto più economico della più pregiata aragosta, con un risparmio che può sfiorare i 30/40 euro al chilo.

Per quanto riguarda infine il sapore, l’ astice ha un gusto più deciso, che ben si presta alla preparazione di piatti dal sapore marcato, mentre la sua polpa risulta elastica e soda. Il gusto dell’ aragosta è invece molto più delicato e la sua carne è più morbida e pregiata, ottima se condita con qualche goccia di succo di limone.