Questa mattina sono uscita a correre abbastanza presto, infilando le solite stradine di campagna. A un certo punto, mentre correvo lungo il ciglio di un campo di mais (le piante, ormai alte, offrono un piacevole riparo dal sole), ho avuto la spiacevole sensazione di essere inseguita. Uno scalpiccio veloce dietro di me, come di qualche animale che si avvicinasse a gran velocità, e poi respiri affannati. Per una frazione di secondo mi sono vista come un animale in corsa in un campo, inseguita da una muta di cani da caccia. Brivido lungo la schiena: la sensazione di essere una preda non è affatto piacevole. Mi sono fermata immediatamente e ho lasciato che i cani mi raggiungessero e mi circondassero. Scodinzolavano: erano solo cani – probabilmente tenuti in un gabbiotto infelice per chissà quanto e a digiuno – felici di poter correre e scorrazzare liberi nei campi. Dopo pochi secondi, ecco che – dietro di loro – a passo lento, è sopraggiunto anche il proprietario: canonico abbigliamento verde militare, giubbino da caccia, ma niente fucile.

QUANDO INIZIA LA STAGIONE VENATORIA?

No, la stagione venatoria non è ancora cominciata, ma manca poco. In Lombardia la caccia inizia ufficialmente la terza domenica di settembre (il 22), ma certi tipi di caccia stanziale e di appostamento sono consentiti già a partire dal 15 di settembre. Ogni regione ha il proprio calendario e può essere controllato sul sito della Regione o sul sito della FIDC (Federcaccia: qui li trovate regione per regione).

Ciononostante, il mondo dei cacciatori è già in subbuglio e in azione: quello che accade in questi fine-settimana che precedono l’apertura della stagione venatoria è che i cacciatori cominciano a portare in giro i cani per farli ambientare nel futuro territorio di caccia, per far loro individuare le tane, fiutare i cespugli e le rive, e quindi dar loro un vantaggio sulle prede. E’ insomma il classico giro di ricognizione che precede la battuta vera e propria. Nei giorni scorsi in molti hanno anche rilasciato la “selvaggina” che poi andranno a cacciare: animali cresciuti in cattività (come fagiani e conigli) e che vengono lasciati liberi per poche settimane (come se potessero ambientarsi e sopravvivvere in così poco tempo). Naturalmente i poverini saranno i primi a morire sotto i pallini dei Rambo de noantri (sic!).

ATTENZIONE ALLE STRADE CHE PERCORRETE

Come ogni anno, i pericoli di avere per le campagne e i boschi persone armate che sparano a poche centinaia di metri da tratturi e sentieri aperti a chiunque, sono evidenti. Sia per noi, che per i nostri animali domestici che ci accompagnano nelle nostre passeggiate. Oltre al sadico e inutile divertimento con cui si intrattengono questi signori per appagare il loro ego (sparare ad un animale spaesato ed indifeso dovrebbe essere cosa di cui vantarsi? Forse una seduta da uno psicologo non guasterebbe), resta la violenza di dover assistere all’uccisione di altri esseri, di dover vedere delle armi, di sentirsi dei potenziali bersagli e di vedere limitata  la propria libertà di godere della natura, turbata da questi spettacoli tutt’altro che gratificanti. Non ultimo, anche quello di dover vedere i loro poveri cani costretti a subire digiuni forzosi e una vita tra appostamenti, spari (rumori forti) e intemperie: sono affamati, più che altro, d’amore e di affetto, tanto che se gli si fa un buffetto o una carezza fanno stringere il cuore per quanto si mostrano contenti e riconoscenti.

L’appello nei confronti di coloro che amano correre o passeggiare all’aria aperta è quello di fare molta attenzione: se avete bambini o animali con voi, teneteli sempre d’occhio. Personalmente, non smetterò di uscire a correre a causa loro: più persone circolano e più dovranno spostarsi altrove o fare attenzione. Certo è che dover uscire di casa con la bruttissima sensazione di sentirsi minacciati da persone armate dovrebbe esere vietato (e non consentito) per legge.

Dire che un cacciatore ama la natura, è come dire che un uomo che picchia la moglie, lo fa perché la ama. Usciamo dall’età della pietra: se ci sono persone che uccidono per divertimento, non è in un bosco o un campo che dovrebbero stare.