L’uso di antidepressivi in gravidanza sarebbe assolutamente deleterio per il feto. Ad essere finiti sotto accusa sarebbero sopratutto gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, in particolare se assunti nel corso degli ultimi due trimestri della gestazione, poiché sarebbero in grado di provocare l’autismo nei bambini.

Ad affermarlo è uno studio condotto dall’Università canadese di Montreal, che ha voluto testare gli effetti degli antidepressivi in gravidanza, visto che la loro assunzione in gestazione è sempre più frequente. I ricercatori hanno condotto i propri test tra gli anni 1998 e 2009, identificando oltre 145 mila nascite e oltre mille casi di autismo. Fra questi, oltre 4.700 bambini sono stati esposti ad antidepressivi nel corso della gravidanza (ossia il 3,2 per cento di tutti quelli osservati). Alla fine 31 di essi che sono stati esposti ad antidepressivi nel secondo e/o terzo trimestre hanno ricevuto una diagnosi di autismo (l’1,2 per cento rispetto ai casi sotto controllo) mentre 40 l’hanno ricevuta per essere stati esposti nel corso del primo trimestre (l’1 per cento rispetto al numero di casi esaminati).

L’87 per cento dei neonati che è stato esposto ad antidepressivi in gravidanza, soprattutto nel secondo e/o terzo trimestre di gestazione correrebbe maggiori rischi di soffrire di autismo. I ricercatori hanno però chiarito che lo studio si è limitato a prendere in considerazione il dato che la madre abbia oppure no fatto uso di antidepressivi in gravidanza, senza prendere i considerazione altri dati, come ad esempio lo stile di vita condotto.

Il fenomeno è assai preoccupante anche perché, secondo i dati prodotti dall’Agenzia del farmaco, i disturbi depressivi in gravidanza colpirebbero circa l’8/10 per cento delle donne. Il 13 per cento delle neo mamme soffrirebbe di disturbi anche successivamente al parto, con grave pregiudizio anche per il neonato.