Quando il medico ci prescrive un’analisi dettagliata degli anticorpi anti tireoglobulina sta verificando, precisamente, se sono in corso patologie autoimmuni a carico della tiroide che, come succede con le infezioni, sono correlate alla produzione di anticorpi (se vuoi sapere qualcosa sulle infezioni micotiche clicca qui). Questi anticorpi, infatti, qualora ci fosse un problema alla tiroide, vanno proprio ad attaccare la tireoglobulina: una proteina che si trova all’interno delle cellule tiroidee (se vuoi scoprire i sintomi connessi a questa patologia clicca qui).

Diverse sono le patologie diagnosticabili con questa tecnica: Carcinomi, Tiroidite di Hashimoto, Orticaria, Lupus, Ipertiroidismo, Diabete, Artrite, Anemia, Gozzo, Miastenia, Mixedema. Qualora il test degli anticorpi anti-tireoglobulina dovesse essere negativo (ma il timore di una malattia autoimmune rimane alto), allora, si ricorre alla misurazione degli anticorpi anti-perossidasi: un esame analogo ma più approfondito.

Ci sono alcuni fattori che possono influenzare l’esito dell’esame, tra tutti l’età della donna. Col passare degli anni si potrà rilevare un valore alto di anticorpi anti tireoglobulina, nonostante il paziente non sia affetto da alcuna patologia. In tal caso, le possibilità di sviluppare un problema connesso alla tiroide è più alto e sarà necessario eseguire controlli periodici per “cogliere sul fatto” la malattia.

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