La coagulazione del sangue è un processo fondamentale, poiché grazie a questo, il corpo è in grado di arrestare le emorragie dovute ad eventuali ferite. Tale reazione è detta emostasi ed è un meccanismo che possiamo definire fisiologico, al contrario, la versione patologica della coagulazione (trombosi) può portare a gravi conseguenze. Se il sangue si addensa all’interno dei vasi sanguigni formando dei coaguli (trombi), questi possono limitare o ostruire completamente la circolazione, danneggiando gli organi e arrivando a causare il decesso del paziente. I trombi possono infatti essere causa di ictus o infarti. L’eccessiva tendenza del sangue a coagulare (trombofilia o ipercoagulazione) diviene quindi una condizione patologica e va curata con terapie farmacologiche.

Entrano così in gioco i farmaci anticoagulanti che, regolando la fluidità del sangue, impediscono la formazione dei trombi e favoriscono l’eliminazione di quelli già esistenti. Il warfarin (anticoagulante cumarinico) e l’aspirina (o acido acetilsalicilico) sono i principali farmaci anticoagulanti e antiaggreganti impiegati in caso di trombofilia. Accanto a questi, esistono poi diversi anticoagulanti naturali, che possono aiutare a tenere fluido il sangue, qualora il medico curante non ritenga necessaria una terapia farmacologica vera e propria.

 Le spezie, per esempio, giocano un ruolo importante nell’aiutare la fluidificazione del sangue, in particolare peperoncino, Curry e zenzero. Allo stesso modo agiscono aglio, cipolla, tutti i prodotti contenenti Cumarine (Artiglio del diavolo, boldo, fieno greco e angelica cinese) e quelli contenenti acido salicilico (more, mirtilli, pere delle Indie, uva passa, peperoni, pomodori, radicchio, cicoria, mandorle, arachidi e le suddette spezie:  Cannella, Cumino, Curry, Aneto essiccato, Garam masala, Origano, Peperoncino piccante, Rosmarino, Timo, Curcuma).

Tali alimenti o prodotti sono consigliati nei pazienti sani, poichè aiutano a proteggere da patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio; vanno invece assunti con moderazione in soggetti già in cura con anticoagulanti, poiché possono causare importanti episodi di interazione farmacologica, con aumento dell’attività anticoagulante dei farmaci stessi.

In particolare è noto il potenziamento dell’effetto anticoagulante in associazione al consumo di: Ganoderma Japonicum, Salvia miltiorrhiza, China, Aglio, Iperico, Salice bianco, Spirea, Tamarindo e Ginko.

Se si assume aspirina, nello specifico, è assolutamente sconsigliato l’uso di Ginkgo Biloba, mentre se si è in cura con il warfarin è bene moderare il consumo di aglio e sospendere quello di Dong Quai (angelica sinensis) e Danshen (salvia cinese), poiché l’interazione tra farmaco e prodotto fitoterapico espone al serio pericolo di gravi emorragie.

In letteratura, sono ad esempio descritti diversi casi di emorragia derivante dall’interazione tra estratti di Ginkgo Biloba e farmaci che inibiscono l’aggregazione piastrinica, quali aspirina, ibuprofene, warfarin ed ergotamina, talvolta anche fatali.