Preoccupazione tra i ricercatori  infettivologi del Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) che, sulla base di dati statistici affermano l’aumento della resistenza di alcuni diffusi batteri come l’ Escherichia coli o Stafilococco aureo (Staphylococcus aureus) all’antibiotico.

Ma l’incubo dei ricercatori risulta essere soprattutto il Klebisella pneumoniae, un enterobatterio Gram-negativo a forma di bastoncello, giunto nel Vecchio Continente dall’India, e considerato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il più preoccupante a causa della resistenza che oppone ad alcuni farmaci. Nel 2009 erano di circa il 2% i casi di risposta negativa del batterio all’antibiotico, nel 2011 è passata al 27% ed ora avrebbe già superato il 30%.

Il problema nasce dall’abuso degli antibiotici utilizzati, talvolta, in maniera del tutto scorretta: senza le prescrizioni dei medici, per patologie dove risultano essere del tutto inutili, o acquistati addirittura sul web (da siti inglesi) bypassando le ricette sanitarie. Nel caso non si tornasse alla regolarizzazione delle assunzioni, gli antibiotici semplici non avranno più alcun effetto e sarà indispensabile la somministrazione dei super-antibiotici, finora tenuti sotto-chiave per ragioni di sicurezza.

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