Uno studio inglese avrebbe dimostrato che continuare ad assumere antibiotici anche quando i sintomi della patologia non ci sono più potrebbe comportare dei danni alla salute. Gli esiti di questa ricerca andrebbero contro quelle che spesso sono le prescrizioni mediche, che consigliano di assumere gli antibiotici per tutta la durata stabilita per la cura e di continuare a farlo anche quando i sintomi sembrerebbero apparentemente spariti.

Il rischio principale che l’atteggiamento finora consigliato potrebbe portare, sarebbero quello della tanto temuta resistenza dei batteri agli antibiotici. Una realtà che in effetti sarebbe già in parte concreta, con malattie sempre meno curabili attraverso il trattamento con tali farmaci. Da qui la conclusione dello studio inglese, in base al quale la soluzione migliore da adottare, in fatto di antibiotici, sia quella di interromperne l’assunzione ben prima del termine indicato dalla prescrizione medica, ove possibile. Ossia, come detto, non appena i sintomi scompaiono.

In base a queste premesse, lo studio sottolineerebbe anche come le terapie si compongano di cicli sempre più brevi di assunzione (massimo tre giorni), contro i precedenti cicli assai più lunghi (tra i cinque e i sette giorni). Portare avanti trattamenti che spesso si prolungano fino a due settimane, secondo i ricercatori inglesi, causerebbero soltanto la proliferazione di infezioni resistenti agli antibiotici, con conseguenze devastanti sulla salute pubblica in generale.