Gli allarmi sull’efficacia degli antibiotici si sprecano ormai. Gli esperti sembrano essere tutti abbastanza concordi sul fatto che se l’abuso di questo tipo di farmaci dovesse proseguire senza alcun cambiamento, i batteri del futuro potrebbero diventare talmente resistenti ad essi da far diventare gli antibiotici praticamente inutili. Uno scenario quasi apocalittico, che entro il 2050 potrebbe arrivare a far registrare anche dieci milioni di morti ogni anno, tutti causati dal fatto di non avere più a disposizione farci efficaci per curare alcune patologie oggi facilmente trattabili.

Senza contare tutte le infezioni che non si potrebbero tenere a bada quando si effettua un’operazione chirurgica o si interviene in altro modo sui pazienti (il dentista che estrae un dente, per esempio). I dati che sono stati resi noti non sembrano lasciar spazio all’ottimismo: ogni anno, in Europa, si registrerebbero almeno quattro milioni di infezioni che risultano essere resistenti agli antibiotici; le vittime sarebbero almeno trentasettemila e le risorse impiegate oltre un miliardo e mezzo di euro. Per quanto riguarda l’Italia, invece, i pazienti che vengono colpiti da infezione mentre si trovano in ospedale sono circa 284mila l’anno e di questi quasi settemila perdono la vita. Le infezioni più comuni sono quelle che colpiscono l’apparato respiratorio (polmonite, per il 24 per cento) e il tratto urinario (21 per cento).

I dati che arrivano sull’Italia, in particolare, destano preoccupazione perché nel nostro Paese sembra verificarsi la più alta percentuale di resistenza verso quasi tutti i tipi di antibiotici attualmente in circolazione. Se non si farà qualcosa, insomma, l’emergenza antibiotici inefficaci potrebbe essere addirittura più pericolosa di altre patologie serie, come quelle oncologiche ad esempio. Per questo sarebbe assolutamente necessario promuovere massicce campagne di informazione affinché la popolazione venga educata correttamente all’uso degli antibiotici (nella speranza, soprattutto, di evitarne l’abuso).

In tutto questo non bisogna neppure dimenticare che spesso si ingeriscono antibiotici in modo indiretto: basta pensare alla carne che si acquista e che si mangia, ricavata da animali che molto spesso sono stati cresciuti e trattati anche con antibiotici. Neppure questo dato è da sottovalutare.