Stanchezza, malumore, nervosismo ma soprattutto ansia e stress: sono questi alcuni dei sintomi del tecnostress, considerato dal 2007 come “malattia professionale” che va ad insidiarsi in gran parte dei lavoratori digitali italiani.

A rivelare il dato è una nuova ricerca di Netdipendenza Onlus, anticipata dall’Adnkronos Salute, e realizzata in collaborazione con l’Associazione italiana formatori salute e sicurezza sul lavoro (Aifos), e del quale si parlerà in occasione del convegno nazionale “TecnoStress lavoro correlato la nuova frontiera della malattia professionale” che si terrà il 15 maggio ad Agnani nella provincia di Frosinone.

Secondo quanto emerso dallo studio sarebbe circa il 45% dei lavoratori digitali che accusano i sintomi causati da un uso intenso di PC, tablet e smartphone. Come spiegato dallo stesso presidente di Netdipendenza Onlus, l’uso eccessivo di questi dispositivi può far scaturire una serie di rischi per la salute, “i sintomi del tecnostress tra cui mal di testa, ansia, ipertensione, insonnia, depressione, disturbi alla memoria, attacchi di panico, e dall’altro l’elettrosmog, cioè l’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici emessi da smartphone e tablet”.

Tecnostress: i dati dello studio

L’indagine è stata condotta su un campione di poco più di 1000 lavoratori digitali: l’85% di questi ha dichiarato di usare in maniera frequente, per motivi di lavoro, i dispositivi mobili connessi a internet, mentre il 59,5% ha dichiarato come, nell’era degli smartphone, la quantità di informazioni da gestire sia nettamente aumentata.

Per quanto riguarda il tempo trascorso al computer, tra gli intervistati circa il 18,4 rimarrebbe connesso per 8 ore al giorno, il 9,8% arriverebbe alle 10 ore mentre circa il 6% arriverebbe addirittura tra le 12 e 16 ore.

Per lo smartphone, invece, il 64,1% lo userebbe un’ora al giorno – anche nel weekend – per le conversazioni di lavoro, mentre altri arriverebbero ad utilizzarlo addirittura fino a sei ore al giorno, spezzate da pause di trenta minuti. Il 36,9%, invece, avrebbe ammesso di utilizzare il tablet per motivi di lavoro per almeno un’ora al giorno.

Un’abitudine della quale non si può fare a meno neanche quando si è a letto: il 66,5%, infatti, ha dichiarato che, per motivi professionali, usano smartphone, computer e tablet, rimanendo connessi anche il fine settimana (90%).

Questo, infatti, va a causare una vera e propria dipendenza dalla tecnologia digitale: alla domanda se si può fare a meno della tecnologia il 26% ha risposto di non considerare affatto l’ipotesi mentre il 17,5% risponde “mai”. Tuttavia un timido 3,5% riuscirebbe a farne a meno per qualche minuto, seguito dal 16,8% che riesce ad allontanarsi per mezza giornata, l’11,3% per un giorno intero e il 12,7% per una settimana.

Tecnostress: i sintomi

Tra gli intervistati il 65,5% sarebbe consapevole dei rischi causati dai campi elettromagnetici dei dispositivi mobili ma tuttavia non può farne a meno. Questo anche se si accusa un affaticamento mentale (87%) e tra di questi il 45% deve fare i conti con gli acciacchi e disturbi causati da tecnostress, con seri o occasionali problemi di salute.

Tra di questi sono emerse anche percentuali per quanto riguardano i sintomi: tra quelli più accusati, al primo posto si posiziona il mal di testa per il 44,5%, seguito dal calo di concentrazione (35,4%) e poi nervosismo e alterazione dell’umore (33,8%), tensioni neuromuscolari (28,5%), stanchezza cronica (23,3%), insonnia (22,9%), ansia (20,4%), disturbi gastro-intestinali (15,8%). Al di sotto del 10% dei casi, ma sempre da non sottovalutare, ci sono dermatite da stress (6,9%) e, decisamente più gravi, alterazioni comportamentali (7,1%), attacchi di panico (2,6%) e depressione (2,1%).

Nonostante questi dati poco incoraggianti sarebbero proprio gli stessi lavoratori intervistati a suggerire attività rilassanti, con passeggiate all’aperto con sport o esercizi di medicazione per ritrovare la concentrazione e la positività.