L’anoressia è una malattia mentale che non colpisce solo le donne adulte, bensì anche bambini e ragazzi in età pediatrica: questi riguardano lo 0,2 e 0,8% e nel 95% dei casi si manifesterebbe tra i 12 e 17 anni anche se tuttavia l’esordio risulta essere sempre più precoce, con i primi sintomi che si riscontrano di frequente anche tra le bambine di 8-9 anni.

Di questo si è parlato in occasione di un convegno dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma tenutosi lo scorso 2 dicembre nella capitale e dove si è discusso sulla problematica presentando anche un video a riguardo: l’anoressia, infatti, tra le malattie psichiatriche è la sindrome che fa registrare il più alto tasso di mortalità con l’1,8% in età infantile e il 10% in età adulta. Inoltre le persone che soffrono della malattia avrebbero un rischio di morte di 5-10 volte maggiore rispetto ai coetanei che, invece, godono di buona salute. A soffrire di anoressia non è solamente il genere femminile, bensì anche quello maschile: con un rapporto di 9 a 1 il numero dei maschi che soffrono della malattia è in aumento, specie durante l’età puberale.

Tuttavia, prima si manifestano i sintomi, maggiori sono le possibilità di guarigione per i pazienti: all’origine dell’anoressia possono esservi svariati fattori tra cui quelli familiari, la predisposizione genetica, attitudine al controllo ossessivo ma anche comportamenti che tendono al perfezionismo.

Secondo la struttura del Bambino Gesù la cura non si baserebbe solo sul monitoraggio alimentare ma anche su ciò che c’è alla base, ovvero un disagio emotivo: all’ospedale romani il percorso terapeutico dei pazienti è infatti affidato ad una équipe composta da più figure specializzate tra cui medici, psichiatri, nutrizionisti e psicologi.

Quando il trattamento segue le linee guida e internazionali e viene seguito da un gruppo di figure esperte, nella struttura ospedaliera nel 40-50% dei casi la guarigione può definirsi completa: una percentuale che potrebbe aumentare se la malattia fa il suo esordio in maniera precoce, poiché secondo l’esperienza dell’ospedale la guarigione riguarda circa il 90% dei casi.

Questo accade perché, quanto prima si presenta il problema, tanto più è facile intervenire con programmi terapeutici intensi, quotidiani, che coinvolgano anche i genitori” ha evidenziato la psichiatra Valeria Zanna, continuando “Anche nei più piccoli i sintomi dell’anoressia possono essere del tutto simili a quelli delle forme adulte: vediamo bambine di 8 o 9 anni che smettono di mangiare, conteggiano le calorie e hanno un’attenzione esasperata per il proprio aspetto fisico. Ma la personalità di un bambino è ancora in via di sviluppo, il disturbo non ha tempo di cronicizzare ed è per questo che l’intervento terapeutico risulta più efficace”.