Al King’s College di Londra si sperimenta una nuova terapia contro l’anoressia. Si tratta, in realtà, di un metodo che sarebbe stato già provato contro la depressione e che consiste nella stimolazione magnetica transcranica. In cosa consiste? Il cervello umano viene stimolato attraverso l’impiego di speciali magneti – la cui forma ricorda quella delle bobine -, che vengono posizionati sulla zona ritenuta responsabile di patologie come l’anoressia, ossia la corteccia prefrontale dorsolaterale.

Stando alla prima fase sperimentale, la stimolazione al cervello condotta con i magneti avrebbe consentito di migliorare i sintomi attraverso cui si manifesta l’anoressia. I pazienti avrebbero infatti mostrato un bisogno minore di limitare le quantità di cibo, di ridurre il livello di senso di sazietà, di sentirsi meno grassi e di migliorare, in generale, dal punto di vista psicologico. E basterebbe soltanto una sessione di trattamento per ottenere già dei risultati evidenti, tra l’altro ricorrendo ad un metodo nient”affatto invasivo. La stimolazione produrre infatti soltanto una sensazione di picchiettatura sul lato della testa e nulla più.

Le stimolazioni al cervello con magneti potrebbero rappresentare una tecnica terapeutica alternativa e migliore rispetto a quella psicoterapeutica e farmacologica che in genere si applica quando un paziente soffre di anoressia. A dover combattere contro questa malattia è il 4 per cento delle donne nel mondo e il tasso di mortalità è alto e preoccupante, almeno il 20 per cento di coloro che si ammalano. I risultati promettenti di questa terapia rappresentano dunque una grande speranza per il futuro.