L’attentato alle Torri Gemelle avvenuto l’11 settembre 2001 non ha soltanto causato migliaia di vittime innocenti ma ha comportato tutta una serie di disturbi sia fisici sia psicologici in coloro che sono sopravvissuti alla tragedia: soccorritori, vigili del fuoco, volontari e persone che quel giorno si trovavano sui luoghi dell’attacco terroristico.

A tal proposito, negli anni successivi al drammatico evento si sono compiuti numerosi studi per capire in che modo un accadimento così imponente possa aver influito psicologicamente sui sopravvissuti e con quali conseguenze. Ad esempio, la rivista scientifica The Lancet ha pubblicato un serie di report sui danni subiti nel breve e nel lungo termine da questi soggetti.

In particolare, i poliziotti di New York avrebbero presentato un tasso di depressione del 7% e disturbi post traumatici da stress del 9,3% (questi ultimi segnalati anche nell’American Journal of Psichiatry, che ha pubblicato una serie di dati raccolti dal World Trade Center Health Registry).

Nel periodo successivo all’attentato alle Twin Towers si notò anche un aumento di abuso di sostanza stupefacenti, di pensieri suicidi (sia negli adulti sia negli adolescenti), di ansia. Le persone che si trovavano all’interno delle torri prima del crollo e che riuscirono a sopravvivere hanno presentato la percentuale più alta di individui con disturbi ansioso-depressivi: il 95,6% di essi aveva almeno un sintomo di stress post traumatico.

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