Alcuni edulcoranti artificiali sembrano essere responsabili di alterazioni metaboliche e di innalzamento della glicemia.
Lo dimostra uno studio israeliano – condotto su topi e su uomini, presentato al congresso dell’European Association for the Study of Diabetes di Vienna e già pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature.

I dolcificanti presi in esame sono aspartame, saccarina e sucralosio, gli stessi che sempre più spesso troviamo nell’elenco degli ingredienti di bibite, caramelle, snack e persino yogurt “light”o “zero”. Non è certo la prima voce che si leva contro i dolcificanti (leggi qui i risultati di studi precedenti), ma i risultati di quest’ultima ricerca spiegano anche il perché delle evidenze già registrate da altre ricerche. 

I ricercatori hanno, infatti, aggiunto aspartame, saccarina e sucralosio alla dieta di un campione di topi da laboratorio scoprendo che alterano il metabolismo e fanno aumentare significativamente la glicemia e, contemporaneamente, inducono una sorta di intolleranza glucidica prodromica del diabete tanto da prendere il nome di pre-diabete.

L’analisi del microbiota cioè della colonia di batteri gastrointestinali (leggi qui per scoprire il nesso tra obesità e flora intestinale) dei topini, ha poi evidenziato che il consumo di dolcificanti lo modifica in modo sostanziale e negativo.

Trapiantando il microbiota dei topi trattati in topi con livelli glicemici normali si è inoltre scoperto che basta questo, a parità di altri fattori, per far registrare un aumento della glicemia nei topi trapiantati.

Lo studio è poi passato all’analisi di quattrocento individui con abitudini alimentari diverse confermando che i consumatori abituali di dolcificanti presentano livelli glicemici più elevati e un’alterazione della flora batterica sovrapponibile a quella dei topi trattati coi dolcificanti.

A questo punto i ricercatori hanno individuato 7 volontari nel gruppo dei soggetti che non fanno uso di dolcificanti e, per una settimana, hanno inserito nella loro dieta alimenti dolcificati con aspartame, saccarina e sucralosio: dopo solo quattro giorni la metà dei soggetti mostrava già alterazioni della glicemia e del microbiota.

L’ultima riprova si è avuta trapiantando il microbiota alterato dei volontari in topi con glicemia normale che, a seguito del trapianto, hanno mostrato un aumento della glicemia.

Per quanto inequivocabili siano le evidenze mostrate dallo studio, i ricercatori raccomandano di evitare allarmismi ingiustificati. I dolcificanti hanno dimostrato di poter alterare il microbiota, ma questo avviene anche con i normali alimenti. La nostra flora intestinale è fortemente influenzata da quello che mangiamo e dalla presenza di fibre nella dieta (leggi qui per saperne di più) tanto più che la colonia di batteri che popola il nostro sistema digerente si nutre quasi esclusivamente di questi componenti, per noi indigeribili, della dieta.

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