L’amenorrea è la mancanza di flussi mestruali. In determinati periodi della vita della donna l’amenorrea è una condizione normale (prima dello sviluppo sessuale; durante la gravidanza e l’inizio dell’allattamento; dopo la menopausa), in generale, però, se una donna in età fertile perde almeno tre cicli mestruali consecutivi, allora soffre di amenorrea.

Prima di procedere con la descrizione dei sintomi tipici di questa condizione, è però indispensabile fare una distinzione tra le due casistiche possibili:

è detta amenorrea primaria la mancata comparsa delle mestruazioni oltre i 16 anni di età; quindi se alla pubertà, nel periodo della maturazione sessuale, le mestruazioni non compaiono affatto, allora si parla di amenorrea primaria (condizione che interessa 3 ragazze ogni 1000);

per amenorrea secondaria si intende invece la scomparsa delle mestruazioni, per almeno 3 mesi, in una donna in precedenza mestruata; quindi nel caso di interruzione del normale avvicendarsi dei flussi mestruali. Una condizione patologica ravvicinabile all’amenorrea è l’oligomenorrea, che avviene invece quando l’intervallo fra i flussi si allunga dai normali 28 fino a 50, 60 ed anche 80 giorni.

Amenorrea: sintomi

L’amenorrea può dipendere da molti fattori, da problemi ipotalamici, anoressia, esercizio fisico estremo, fino a stress, o patologie congenite dell’apparato riproduttivo. In generale, però, oltre alla scomparsa del ciclo mestruale, i sintomi ad essa associati sono sintetizzabili in:

  • squilibrio ormonale
  • crescita di peli superflui
  • abbassamento della voce
  • acne
  • elevati livelli di prolattina
  • galattorrea: anomalo scarico latteo dal capezzolo
  • mal di testa
  • cambiamenti nella vista

Le complicazioni dell’amenorrea possono invece comprendere:

  • infertilità
  • osteopenia: una riduzione della densità ossea
  • osteoporosi: debolezza ossea

Diagnosi dell’amenorrea

Può rivelarsi impresa ardua l’identificazione della causa dell’amenorrea: il quadro generale può essere fatto dal medico generico, che valuterà la storia famigliare, lo stile di vita, variazioni significative del peso e situazioni di stress. Quindi ci indirizzerà verso il consulto specialistico con un ginecologo, in caso di amenorrea primaria, e ginecologo combinato all’intervento di un endocrinologo, in caso di amenorrea secondaria. In entrambi i casi il primo esame che verrà suggerito sarà un test di gravidanza (la gravidanza è infatti la prima causa da escludere ogni volta che il ciclo di una donna ritarda di due o tre settimane), quindi il medico eseguirà un esame pelvico per verificare eventuali problemi agli organi riproduttivi.

Esclusa anche tale evenienza procederà con prove di laboratorio, tra cui:

  • Test di funzionalità tiroidea. Misurare la quantità di ormone stimolante della tiroide (TSH) nel sangue può determinare se la tiroide sta funzionando correttamente.
  • Test di funzionalità ovarica. Misurare la quantità di ormone follicolo-stimolante (FSH) nel sangue può determinare se le ovaie funzionano correttamente.
  • Test dell’ormone maschile. Se si riscontra un aumento della peluria del viso e un abbassamento della voce, il medico potrebbe voler controllare il livello degli ormoni maschili nel sangue.
  • Test di provocazione ormonale. Per questo test, si prende un farmaco ormonale per sette o 10 giorni per attivare il sanguinamento mestruale. I risultati di questo test possono fornire al medico se i periodi mestruali sono assenti a causa della mancanza di estrogeni.

Nello specifico, i classici esami del sangue richiesti nei casi di amenorrea primaria sono:

  • quelli per stabilire i livelli di prolattina;
  • quelli tiroidei;
  • quelli degli ormoni follicolo stimolanti;
  • quelli degli ormoni luteinizzanti;

Gli esami nel caso di amenorrea secondaria sono invece più approfonditi e comprendono:

  • analisi del funzionamento delle ovaie;
  • verifica della presenza di cisti ovariche;
  • ricerca di malattie che coinvolgono le ovaie;
  • valutazione della fertilità;
  • verifica dei valori di prolattina nel sangue;

Spesso l’assenza del ciclo può inoltre essere collegata a problematiche di natura psicologica ed in questi casi rivolgersi ad uno psicologo può aiutare a valutare il tipo di approccio terapeutico.

A seconda dei sintomi il medico potrebbe inoltre consigliare uno o più test per escludere la possibilità di un tumore ipofisario, della ghiandola surrenale o dell’ovaio, tra questi:

  • Ultrasuoni. Test indolore che utilizza onde sonore per produrre immagini degli organi interni.
  • Tomografia computerizzata (TAC).
  • La risonanza magnetica (MRI).
  • Isteroscopia. Test in cui viene usato un sottile tubo per guardare all’interno dell’utero.