Il 21 settembre si celebrerà la Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Si stima che nel mondo, ogni tre secondi, una persona si ammali di demenza e che di tutti questi casi almeno il sessanta per cento riguardino proprio episodi di Alzheimer. Per l’occasione saranno organizzate diverse manifestazioni e attività anche in tutta Italia: un modo per prevenire ma anche per fornire tanta informazione su una patologia che sta prendendo sempre più piede e che in futuro potrebbe diventare un’emergenza nazionale ancor maggiore.

A ridosso della ventiduesima Giornata Mondiale dell’Alzheimer, si viene a sapere che a Verona si sta compiendo un nuovo studio su questa patologia. Pubblicata di recente all’interno della rivista scientifica Nature Medicine, la ricerca sembra inserire un tassello importante sulla conoscenza dei modi in cui si sviluppa l’Alzheimer, dando un ruolo importante alle cellule del sistema immunitario (ossia i globuli bianchi).

Come spiegano gli stessi ricercatori, che hanno condotto lo studio: “E’ stato scoperto che i neutrofili sono coinvolti nell’induzione della patologia in modelli sperimentali di Alzheimer ed è stata svelata la presenza di neutrofili nel tessuto cerebrale proveniente da autopsie effettuate su pazienti con Alzheimer” (i neutrofili sono dei globuli bianchi).

Nelle malattie di tipo infiammatorio i globuli bianchi passerebbero attraverso un processo per cui avviene una migrazione dai vasi sanguigni ai tessuti mentre nel caso in cui a svilupparsi fossero delle malattie infiammatorie cosiddette sterili (ossia non dovute a infezioni), la migrazione dei globuli bianchi avrebbe un ruolo di tipo patologico, provocando poi danni al tessuto cellulare.