La ricerca è sempre molto attiva quando si tratta di trovare una cura contro il morbo di Alzheimer, malattia neurodegenerativa che è sempre più diffusa. L’ultimo passo avanti in fatto di trattamenti contro questa patologia sarebbe un farmaco in grado di arrestarne il decorso. Si tratterebbe di un medicinale a base della molecola LMTX, i cui primi esperimenti clinici avrebbero dimostrato la capacità di arrestare il progresso dell’Alzheimer.

La molecola LMTX agirebbe sulla proteina che è stata individuata come fonte che causa la malattia (ossia la proteina beta-amiloide). Di tutti i soggetti che hanno partecipato alla sperimentazione e che presentavano sintomi lievi o moderati dell’Alzheimer, dopo quindici mesi, il 15 per cento avrebbe presentato abilità cognitive e manuali nettamente migliorate. Al termine del trattamento, le risonanze magnetiche avrebbero inoltre messo in evidenza che l’atrofia cerebrale dei pazienti era migliorata di una percentuale compresa tra il 33 e il 38 per cento.

La sperimentazione comunque prosegue. Come chiariscono dall’Associazione Italiana di Psicogeriatria infatti, bisogna capire perché la molecola LMTX funzioni se presa da sola e non funzioni se associata ad altri farmaci. Insomma, la strada giusta è stata trovata, adesso si tratterà di sciogliere altri nodi. Il punto fondamentale è che i pazienti e i loro familiari non vengano illusi: si potranno avere risultati definitivi e certi soltanto tra diverso tempo.

L’aspetto positivo di questa ricerca, si segnala, è che dopo molti anni si parla della sperimentazione di farmaci che non si limitino a controllare i sintomi della patologia già manifestata ma che contribuiscono a rallentarne i sintomi stessi. Questo sì che sarebbe un ottimo passo avanti di cui tener conto.