L’aloe vera è una pianta carnosa arbustiva perenne, appartenente alla famiglia delle Aloeacee. Le sue proprietà benefiche sono note da tempo ed oggi confermate da numerose ricerche scientifiche. Ad essere utilizzate per l’estrazione sia del gel (per uso esterno) che del succo (per uso interno) sono le foglie di questa pianta:  il gel si è mostrato particolarmente efficace nel trattamento topico di ustioni, abrasioni, psoriasi e altre malattie della pelle, mentre il succo viene utilizzato principalmente come immunomodulante, disintossicante e per le problematiche gastrointestinali. In commercio si trovano svariati prodotti a base di aloe, ma il modo migliore per beneficiare delle sue numerosissime proprietà è certamente quello di coltivarla autonomamente, basta un piccolo giardino o anche solo un balcone. La cosa importante è che la nostra piantina di aloe possa godere di almeno 4 ore di sole al giorno.

Le temperature ideali per la pianta di aloe si attestano attorno ai 20/ 25 º C, quindi laddove il clima è caldo e secco è possibile piantarla in piena terra. Dove invece le temperature invernali calano pericolosamente, si dovrà ricorrere alla coltivazione in vaso. La pianta non deve infatti mai  essere esposta a temperature inferiori a zero gradi.

Il terreno dovrà essere sabbioso (tre parti di sabbia e una parte di normale terriccio da giardino), con un fondo di argilla (dai due ai quattro centimetri) in modo da assicurare il drenaggio dell’acqua in eccesso. Per la stessa ragione, l’aloe non gradisce la presenza di sottovasi, che potrebbero creare pericolosi ristagni idrici.

L’irrigazione dovrà essere abbondante, ma non frequente. Per la piante a terra, non sarà necessario irrigare durante l’inverno, mentre in estate sarà sufficiente una volta al mese. Per le piante in vaso, l’annaffiatura varia invece a seconda del periodo: solitamente una volta al mese in primavera, due volte al mese in autunno e una volta alla settimana in estate. Per capire se la pianta necessita di acqua, un buon metodo è quello di affondare le dita nel terreno: se è ancora umido non necessita di acqua, se invece è secco, allora è necessario procedere con l’innaffiatura.  In linea di massima è preferibile usare acqua piovana o filtrata, non quella del rubinetto, che potrebbe contenere fluoro o cloro e rallentare la crescita della pianta.

L’aloe non ha un apparato radicale importante, per coltivarla è quindi preferibile scegliere un vaso più largo che profondo e con adeguati fori per il drenaggio. Per scegliere la giusta dimensione del contenitore, generalmente si misura la lunghezza della foglia e si divide per due: se la foglia misura ad esempio 30 cm, il piatto del vaso dovrà essere di 15 cm di diametro. La pianta andrà quindi rinvasata ogni anno, in primavera, aumentando via via le dimensioni del contenitore, fino ad arrivare anche ad un diametro di 60 cm quando la pianta avrà raggiunto la maturità (dopo circa tre anni).

Se si coltiva l’aloe al chiuso, come pianta ornamentale, è importante posizionare la nostra pianta in modo tale che possa ricevere luce intensa e aggiungere fertilizzanti poco prima che inizi il periodo della crescita primaverile. Se si intende utilizzare le sue foglie per usi medici, evitare però fertilizzanti chimici (normalmente la cenere è considerata un adeguato fertilizzante naturale) e non innaffiare la pianta negli otto giorni precedenti alla raccolta, così che gli ingredienti nutritivi contenuti nelle foglie siano più concentrati.

Esistono essenzialmente due metodi cominciare a coltivare una pianta di aloe vera: nel primo i germogli laterali dell’aloe vera (talee) vengono recisi durante il periodo estivo e riposti ad asciugare in un luogo buio per due o tre giorni, oppure disposti direttamente in un recipiente con appositi ormoni radicanti per talee; il secondo metodo consiste invece nella moltiplicazione da seme. La coltivazione con il metodo delle talee è piuttosto semplice: basta prelevare una delle piccole piantine che si formano alla base della pianta madre (con annessa una piccola radice) e lasciarla riposare al buio per due o tre giorni, per far rimarginare il taglio con cui è stata asportata; quindi preparare un vasetto con un misto di terra e sabbia e sistemarvi la nuova piantina. Se si desidera invece partire dai semi, questi dovranno essere disposti in vasi colmi di terriccio specifico per piante grasse a partire dal mese di marzo (quando le temperature si aggirano tra i venti e i ventuno gradi).