In Italia almeno il 5% della popolazione soffre di allergie o di intolleranze alimentari, e la maggior parte dei casi in cui queste si manifestano (circa il 60% dei casi) avviene fuori casa.

Questo accade perché una grossa fetta dei ristoranti italiani non indica nei propri menù la presenza di allergeni.

Secondo una stima dell’Adoc, solo il 3% degli esercizi commerciali di ristorazione informa correttamente gli avventori della presenza nei loro piatti di sostanze pericolose.

Solo un ristorante su trenta segnala la presenza di eventuali allergeni nel menu, mettendo a rischio la salute, se non la vita, di circa 3 milioni di italiani che hanno un’allergia agli alimenti – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – basti pensare che il 60% dei casi di shock allergici avviene fuori casa.

La spiegazione del fenomeno è semplice: manca una normativa che imponga ai ristoratori di fare chiarezza sugli ingredienti contenuti nelle pietanze. La normativa esistente risale al 2006, ed è la cosiddetta ‘normativa allergeni’ che prevede questo tipo di obbligo solo per i prodotti che sono messi in commercio. Sta quindi alla volontà di ogni singolo ristoratore proteggere la salute, se non addirittura la vita, di chi entra nei loro ristoranti.

Ma una speranza c’è, anche se si dovrà aspettare fino al 2014 quando entrerà in vigore anche in Italia il Regolamento 1169/2011 di matrice europea che prevede l’obbligo di evidenziare la presenza di possibili allergeni anche per i ristoranti.