Salvare la vita di un bambino affetto da allergie con un “lavaggio del sangue”: è successo per la prima volta a Roma, nell’Ospedale Bambino Gesù della capitale dove Michele, 7 anni, per via di una gravissima forma di allergia alimentare multipla associata ad asma, rischiava di andare in shock anafilattico anche sentendo solamente l’odore o venendo esposto minimamente a determinati alimenti.

Questa procedura ha permesso di depurare il suo sangue dagli antibatterici ritenuti nocivi e responsabili del manifestarsi delle allergie. Lo scorso anno, infatti, Michele è stato sottoposto a ciò che viene chiamato tecnicamente immunoassorbimento, ovvero un lavaggio selettivo del sangue che è in grado di eliminare solamente gli anticorpi responsabili di scatenare le allergie. La plasmaferesi – questo il nome del procedimento che generalmente viene utilizzato anche nei pazienti, ad esempio, affetti da malattie autoimmuni gravi – ha permesso di separare i globuli rossi e il plasma creando una circolazione extracorporea attraverso un macchinario che va a depurare il sangue del paziente da tutti i tipi di anticorpi ritenuti nocivi.

Il vantaggio di questo macchinario spiega il responsabile del Servizio di Aferesi del Bambino Gesù, Stefano Ceccarelli, “sta nella capacità di essere selettivo”. Questo “consente infatti di eliminare dal sangue uno specifico tipo di anticorpi, in questo caso le IgE, mantenendo tutte quelle sostanze che verrebbero invece tolte dal circolo sanguigno con la plasmaferesi generica tradizionale. Inoltre, grazie al ridotto volume di sangue che finisce in circolazione extracorporea (80 ml), è adatto anche per i pazienti di basso peso, quindi per i bambini”.

Questa procedura apre nuove strade alla cura delle allergie ed è indicata per i bambini affetti da tutte le forme più gravi della malattia allergica, anafilassi, dermatite atopica e asma grave che non possono assumere il farmaco specifico” ha spiegato il responsabile di Allergologia del Bambino Gesù, Alessandro Fiocchi, continuando “Si tratta di bambini che hanno una ridotta qualità della vita, che hanno difficoltà a frequentare la scuola e a giocare con i compagni. Non riescono a interagire con il loro ambiente e i genitori sviluppano tutta una serie di barriere per preservarli dagli attacchi delle loro allergie”.

Allergie: la situazione prima e dopo

Prima di essere sottoposto a questa procedura alimenti come latte, uova, nocciole, pesce e frutta erano considerati veleni e quindi proibiti nella dieta del bambino: come se non bastasse fino a pochi mesi fa non poteva neanche vivere una vita normale come i coetanei poiché controllato a vista ogni momento per evitare spiacevoli episodi di allergie. Allergie talmente gravi – con un livello di immunoglobuline E (IgE) molto elevato – che non gli permetteva di assumere nemmeno il farmaco che le teneva sotto controllo per via degli effetti collaterali causati se al momento della somministrazione i livelli di IgE superavano una certa soglia.

Dopo il trattamento con lavaggio del sangue il livello delle immunoglobuline si era finalmente abbassato, permettendogli di iniziare a seguire la terapia: come se non bastasse, rispetto a prima, la sua asma è ora sotto controllo ed è cresciuta notevolmente la soglia di tolleranza verso gli alimenti che prima, in qualsiasi momento e modo, rischiavano di procurargli un immediato shock anafilattico.

Questo gli ha permesso quindi di recuperare le sue abitudini, come tutti gli altri coetanei, tornando a scuola giocando liberamente e mangiando come loro.