Una buona fetta di italiani, almeno il 25 per cento, è convinto di avere un’allergia alimentare – o un’intolleranza – ma in realtà sarebbero molti meno a soffrirne, circa il 4,5 per cento degli adulti e una percentuale compresa tra il 5 e il 10 per cento dei bambini.

Il punto è che molto spesso allergie e intolleranze (o presunte tali) vengono diagnosticate erroneamente, servendosi di strumentazione del tutto inadeguata e che non fornisce risposte corrette. Si tratta, più nello specifico, di test complementari oppure alternativi, il più delle volte privi di qualsiasi validità scientifica.

Oltre a ciò, a giustificare la presenza di allergie alimentari che in realtà non esistono (e vale lo stesso anche per le intolleranze), vi sarebbe anche la convinzione sempre più diffusa che un gran numero di sintomi siano da collegare proprio alla presenza di un’allergia alimentare, tanto più che i medici, negli ultimi tempi, sarebbero presi d’assalto proprio a causa della pressante richiesta di test allergologici.

Un buon motivo, questo, per ricordare come recentemente siano stati messi al bando almeno tredici test allergologici, in quanto giudicati privi di qualsiasi attendibilità scientifica e dunque del tutto inutili (cliccate qui per leggere quali sono). Il rischio di affidarsi a questi test è piuttosto serio: potrebbero essere diagnosticate allergie che non esistono e per contro non riconosciute allergie di cui si soffre davvero e potrebbero essere date diete che in realtà non si dovrebbero seguire.

I migliori test da eseguire per diagnosticare allergie alimentari e intolleranze sono tre: il test cutaneo, il test rast e il test di scatenamento orale. I test vanno eseguiti ovviamente sotto indicazione medica.