Forse ve l’ho già detto: ho sempre odiato la corsa. Quando ero alle medie, da topo di biblioteca qual ero – tutta libri e niente movimento – un anno mi obbligarono a partecipare alla “maratona” dei giochi della gioventù di fine anno scolastico: naturalmente ero senza nessun allenamento, e la gara consisteva nel percorrere 4km in giri da campo da calcio. Ricordo che arrivai quarta, per abbandono di tutti gli altri sul campo. Mi diedero lo stesso la medaglia, l’unica che io abbia mai conquistato in una gara sportiva, ma l’unico ricordo che mi rimase fu quello delle due settimane successive con le gambe bloccate e i crampi ai piedi. “A chi può piacere correre?“, mi ero chiesta. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e vent’anni dopo mi ritrovo ad alzarmi ad orari improbabili del mattino per andare a saltellare per viottoli di campagna.

RAGGIUNGERE LA FELICITA’ PASSO DOPO PASSO

Correre è tante cose. Non starò a ripetervi quali sono i benefici della corsa per il corpo e la mente: quel che ho visto io è in realtà un percorso verso la felicità, che deriva anche da un mutato rapporto con la natura che mi circonda. Correndo giorno dopo giorno, sono dovuta andare alla ricerca di tracciati più lunghi per l’allenamento: ho esplorato stradine che non conoscevo, incontrato fagiani in volo, famigliole di cinghiali a razzolare tra i filari, piccoli gechi sui muriccioli, lepri che mi hanno accompagnata per un pezzo di strada. Ho imparato a godere dell’alba e a osservare quel magico momento in cui le stelle spariscono nella luce del sole che si leva da dietro le Alpi o dal mare. Ho trovato roveti carichi di mirtilli, piante di nocciolo in fiore, piante di fico, boccioli rampicanti. Ho osservato le pannocchie dalla barba rossa crescere sempre più in alto, ho “scoperto” campi di soia biologica e mulini abbandonati.

Passo dopo passo si entra in simbiosi con l’ambiente, senza disturbare.

I RISCHI DELL’IDILLIO

Correre da sola mi piace. Tuttavia, il problema m’è stato avanzato da altre persone: “Ma non hai paura ad andare a correre da sola a quell’ora del mattino? In quei posti desolati?“. A dire il vero, no. Anche se devo ammettere che quando si conoscono poco certe zone e chi le abita, qualche remora viene nel passare vicino a certi casolari abbandonati o quando si incrocia una macchina ferma di sbieco sull’argine di un canale. E’ così che mi sono lasciata convincere a cominciare ad allenarmi con Fox (ve lo ricordate?), il cane di mio fratello. Lui, naturalmente, ancora non lo sa. Ma come si fa per allenarsi con il cane?

Allenarsi con il cane: qualche suggerimento

Fox è un cane molto ubbidiente, molto attivo e che sa stare al passo. Ciò non toglie che sia un cane di taglia medio-piccola (è un fox terrier) e non ha mai corso con nessuno: insieme ci siamo fatti molte lunghe passeggiate, e lui aveva sempre tutto il tempo di fermarsi, fare i suoi bisogni e le sue innumerevoli pipì lungo il tragitto, e, in definitiva, di giocare e svagarsi come meglio gli pareva in mezzo all’erba o nei ruscelli. Insomma, la passeggiata era intesa per lui, io ero solo la sua accompagnatrice bipede. In più, con Fox non ho mai percorso distanze superiori ai 7km, e lui soffre molto il caldo (ricordo una volta, a spasso in tarda mattinata, dovetti prenderlo in braccio e portarlo per un pezzo di strada perché non ne voleva più sapere di muoversi… il veterinario – consultato subito dopo – mi suggerì di dargli un integratore vitaminico per il caldo). Da qui mi sono posta un semplice problema: io mi alleno con costanza, ma lui? Posso portarlo con me a correre senza nuocergli?

In realtà non ho trovato molto a questo proposito on-line: c’è uno studio dell’Università di Miami che dice che chi corre con il proprio cane si allena meglio ed è più felice. L’attività in simbiosi con un animale, infatti, rafforzerebbe non solo il rapporto cane-umano, ma permetterebbe anche di migliorare le prestazioni della corsa (per l’umano, si presume). E fin qui tutto bene. Ma come evitare che il cane soffra di un’attività a cui non è abituato?

Allenarsi con il cane: qualche precauzione utile

Dove non arrivano le istruzioni, interviene la logica. Tanto per cominciare, niente partenze sotto al sole. E poi, il sacrificio dovrà essere mio, almeno all’inizio, raddoppiando lo sforzo per la corsa: nei giorni di riposo dell’allenamento di routine, uscirò con Fox su percorsi brevi per cominciare ad abituarlo a questo nuovo modo di uscire insieme, senza tempo per fermarsi a fare pipì, saltare nei canali o annusare qui e là le tracce di altri cani. Domattina, infatti, si comincia con un percorso breve di 4km, e vedremo come va… forse è più difficile a dirsi che a farsi.

Lui, in fondo, è un 4×4. Io no.