Nonostante la malattia sembrasse scomparsa nel mondo industrializzato, a causa del flusso continuo di viaggiatori e migrazioni, si ripresenta rendendo necessari nuovi piani d’intervento, come quello presentato ieri a Roma dall’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla European Respiratory Society (la sfida dell’Oms per il controllo della tubercolosi).

Il programma prevede una fase iniziale di “pre-eliminazione”, con lo scopo di diminuire drasticamente il numero di pazienti infetti, per poi proseguire con l’obiettivo successivo di conseguire la definitiva eliminazione della patologia entro il 2050.

Sebbene la Tubercolosi sia prevenibile e curabile, sono 155mila le persone che ogni anno si ammalano e 10mila le persone che ne muoiono ancora oggi (leggi i sintomi della malattia).

Il nuovo programma di intervento dell’OMS mette in evidenza l’efficacia di otto interventi chiave, in un pacchetto coerente per l’impatto nei paesi di destinazione:

1.Garantire sostegno finanziario per la pianificazione e per i servizi di elevata qualità

2. Priorità ai gruppi più vulnerabili e difficili da raggiungere

3. Servizi speciali ai migranti e attenzione alle questioni transfrontaliere

4. Effettuare lo screening per la Tubercolosi attiva e per l’infezione tubercolare nei gruppi ad alto rischio e fornire un trattamento appropriato; gestire le epidemie

5. Ottimizzare la prevenzione e la cura della Tubercolosi multi-resistente

6. Garantire una sorveglianza costante, il monitoraggio e la valutazione dell’intervento

7. Investire in ricerca ed in nuovi strumenti

8. Sostenere il controllo globale della Tubercolosi.

Tra i gruppi più vulnerabili vi sono i ceti meno abbienti, i senza tetto, i migranti e le minoranze etniche, i soggetti che fanno uso di droghe, i carcerati e coloro che presentano un sistema immunitario compromesso (ecco il nuovo farmaco).