Confermati i due casi di scabbia a Monza. Dopo un allarme iniziale è stato appurato il contagio di una madre della sua figlia.

A riportarlo una segnalazione fatta dall’Asl all’ufficio sanitario regionale, in cui il contagio delle donne sarebbe stato accertato da un controllo svolto nello scorso febbraio.

Per questo motivo è stato attivato immediatamente il protocollo, mettendo sotto osservazione per più di quaranta giorni la famiglia della donna e il complesso in cui risiede, informando anche la scuola elementare frequentata dalla figlia.

A quanto pare, però, questo potrebbe non essere l’unico caso di scabbia: questo secondo quanto riferito dall’associazione “Articolo 51”, che ha raccolto le testimonianze di alcune mamme i cui figli frequentano istituti scolastici della zona, che hanno evidenziato come nella zona potrebbero esserci altri contagi sospetti.

Allarme scabbia: sospetti anche a Milano

L’allarme scabbia sembra non placarsi. Se quello scattato a Monza è stato accertato, a Milano sarebbero stati rintracciati quattro individui su cui pendono dei sospetti. Una sorpresa tutt’altro che gradita in vista dell’esposizione universale che partirà dal 1° maggio nel capoluogo.

I quattro individui sarebbero stati rivelati da alcuni operatori sanitari tra i profughi in attesa di essere trasferiti al Centro di via Corelli dalla Stazione Centrale e sono stati trasportati in ambulanza all’ospedale Niguarda e al San Paolo per degli accertamenti ed eventuali cure.

Chiediamo nuovamente a Regione Lombardia di istituire un presidio permanente nei luoghi dove spontaneamente i profughi arrivano al fine di tutelare la loro salute e quella dei cittadini milanesi.” ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute, Pierfrancesco Majorino, evidenziando “Lo chiediamo da più di un anno“.