Le lampade abbronzanti causano circa 800 morti all’anno. A dirlo è uno studio condotto dall’Istituto per la ricerca e la prevenzione internazionale (Ipri) di Lione in collaborazione con l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano.

La ricerca, pubblicata sul British Medical Journal (BMJ), ha preso in esame 64 mila casi di melanoma cutaneo, il melanoma è una delle forme più gravi e aggressive di cancro alla pelle, riscontrando che una percentuale piuttosto alta di questi è legata ad un utilizzo assiduo delle lampada abbronzanti.

Sui 64 mila casi esaminati, selezionati tra quelli riscontrati ogni anno in 18 paesi europei, il 5,4% (in numeri si tratta di 3.438 casi), hanno tra le cause scatenanti un utilizzo sconsiderato delle lampade a raggi ultravioletti e una sovraesposizione ai raggi solari. Un rischio che si amplifica se ad esporsi ai raggi UV sono delle persone che hanno superato i 35 anni.

Un rischio evidente e comprovato che ha portato gli esperti ad interpellare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) perché vengano presi al più presto possibile dei provvedimenti per regolamentare l’utilizzo di queste apparecchiature. In un passo dello studio si legge:

Se l’utilizzo delle cabine abbronzanti non verrà limitato sostanzialmente nei minori e nei giovani adulti a breve termine, andranno prese misure più drastiche.