Il 10% degli italiani che frequentano le palestre fa uso di doping. Questo è quanto emerge dal rapporto della CvD (Commissione Vigilanza e Controllo del Doping) presentata al Ministero della Salute che riporta i dati inerenti allo scorso anno.

Ma non sono solo gli sportivi di professione a servirsi di sostanze dopanti per migliorare le loro prestazioni, anche chi fa sport a livello amatoriale ne fa uso, con una percentuale che si assesta sul 3% del totale.

Il rapporto ha preso in considerazione 1.676 atleti durante 386 eventi sportivi (dilettantistici, giovanili e serie minori), molti dei quali legati allo sport del ciclismo (circa il 40%). La percentuale di positività al doping è stata del 3,1%, la maggior parte dei quali sono uomini (71%).

Molti degli sportivi che sono stati trovati positivi al test avevano assunto una sola sostanza, alcuni due, e ci sono stati anche 2 casi in cui le sostanze rilevate nel sangue erano ben sei.

Al primo posto degli sport in cui si fa uso di doping sono la pesistica e cultura fisica (9,7%), seguito da handball (6,3%), rugby (5%) e ciclismo (4,4%).

Tra le sostanze dopanti sono state trovate non solo i classici steroidi, ma anche sostanze usate comunemente in medicina, come gli antinfiammatori, che divengono doping quando assunti in quantità massicce.