E veniamo all’altro spauracchio dell’alimentazione vegetariana: la vitamina D. La vitamina D può essere assunta dal nostro organismo in due modi: o tramite certi cibi di origine animale (principalmente sardine, salmone, sgombri e tonno, ma anche nei latticini, nelle uova, e nel fegato), oppure attraverso la luce del sole.

Sebbene in molti paesi del mondo (e l’Italia è uno di questi) la vitamina D che ci è necessaria viene assorbita tranquillamente dalla luce solare, chi vive in zone spesso coperte dalle nuvole e con poca insolazione deve per forza reperire la vitamina D dagli alimenti.

Come già detto, anche nelle zone del Nord Italia questo problema non dovrebbe sussistere, ma se avete intenzione di andare a vivere nel Nord Europa, tenetelo presente. Cosa dovete fare? Cercate di stare al sole e all’aria aperta per un po’ di tempo tutti i giorni: più sole prendete meno pesce, latte o uova vi serviranno. Se entrambe le cose non sono possibili, potete sempre ricorrere agli integratori alimentari.

La quantità giornaliera di vitamina D da assumere è di 400 IU.