Un’alimentazione sana e bilanciata assicura al nascituro tutte le sostanze nutritive necessarie al suo sviluppo: in gravidanza non dovrebbero quindi mancare: proteine (carni, pollame, pesce, legumi); carboidrati (cereali, pane, pasta, riso); latte e derivati; frutta e verdura.

L’ alimentazione in gravidanza dovrebbe quindi essere varia, con particolare attenzione, però, a quegli specifici alimenti che possono nuocere al bambino.

Di seguito gli alimenti vietati in gravidanza

  • Alcool
  • Pesce crudo
  • Alimenti cucinati con uova crude o poco cotte (come zabaione e tiramisù)
  • Succhi di frutta non pastorizzati
  • Germogli crudi
  • Formaggi molli non pastorizzati, come brie, feta, Camembert, Roquefort, gorgonzola, tome e tomini freschi
  • Latte non pastorizzato e alimenti che lo contengono
  • Fegato
  • Integratori, tisane e tè a base di estratti vegetali
  • Pesce che potrebbe contenere un’alta quantità di mercurio, come squalo, pesce spada e sgombro (si possono invece consumare fino a 350 grammi a settimana di pesce a basso contenuto di mercurio, come gamberetti, merlano, tonno in scatola, aringa, acciughe, sardine e trota).
  • Carne cruda o poco cotta, tra cui gli affettati

Per quanto riguarda il pesce, durante la gravidanza è consigliabile non consumarlo crudo o essiccato, poiché  ha maggiori probabilità di contenere batteri rispetto a quello cotto. Salmone, pesce spada, tonno, crostacei e frutti di mare, pur contenendo alte quantità di omega-3, acidi grassi essenziali per lo sviluppo del cervello del bambino, possono inoltre contenere mercurio, elemento pericoloso per il nascituro e quindi da evitare il più possibile. Meglio quindi consumare pesci di piccola taglia, controllarne sempre la provenienza e prediligere quelli di allevamento.

Analogo discorso va fatto per carni e uova crude che, se pur ricche di proteine, potrebbero causare intossicazioni alimentari come la listeriosi, l’infezione da E.coli e Campylobacter, la salmonellosi e la toxoplasmosi, molto pericolose in gravidanza. Tali alimenti vanno quindi consumati esclusivamente cotti.

Attenzione anche a formaggi molli e latte non pastorizzato, che ugualmente possono causare listeriosi (dal batterio Listeria monocytogenes) ed esporre al pericolo di aborto spontaneo, parto prematuro e altre gravi complicazioni. Da preferirsi sono quindi i formaggi stagionati, come pecorino e parmigiano.

Il rischio batteri si nasconde anche dietro succhi di frutta e verdura freschi non pastorizzati e germogli crudi (tra cui erba medica, trifoglio, soia, rapanelli, radicchio e fagioli mung), che pur essendo ricchissimi di vitamine, possono contenere batteri patogeni come la salmonella e l’E.coli.

Si consiglia dunque di consumare esclusivamente succhi pastorizzati e cuocere correttamente i germogli, così come di limitare l’utilizzo di sale, zucchero bianco, caffè, fritture, cibi elaborati o contenenti conservati (cibi pronti, surgelati e in scatola),  dolcificanti artificiali (che contengono additivi chimici) e di lavare sempre molto bene frutta e verdura (possibilmente con un disinfettante alimentare o bicarbonato).