Oggi, nella Sala Regina della Camera dei Deputati, si è tenuto il convegno Iniziamo dall’ABC: Alimentazione, Buone Pratiche e Cultura, promosso dall’Associazione Nazionale per il Clima e con il patrocinio di I-Com. La discussione è ruotata attorno alla presentazione dello studio Consumi, socialità ed educazione alimentare che è stato realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà e che si è prefisso lo scopo di andare ad indagare su quello che è il profilo del consumatore italiano e su quali siano i fattori che hanno generato la sua evoluzione e soprattutto i motivi che portano a determinate scelte del consumo alimentare.

Secondo Angelo Frascarelli, professore di Economia Rurale all’Università di Perugia: “La chiave per il successo del sistema agro-alimentare italiano è trovare una visione tra istituzioni, sistema educativo e sistema agroindustriale capace di definire un intervento congiunto atto a generare messaggi che arrivino in modo coerente al consumatore – cittadino, oggi destinataria di una pluralità di informazioni, non sempre supportate da fonti attendibili. L’assenza di una risposta univoca a livello di corretta cultura alimentare porta a focalizzarsi sulle caratteristiche del singolo alimento, sia in chiave positiva che negativa, ignorando i concetti di equilibrio giornaliero e varietà, fondamentali per un modello di alimentazione sostenibile nel tempo“.

Ma la sfida lanciata dal convegno che si è tenuto a Roma è soprattutto quella di riuscire a delineare un nuovo paradigma della cultura dell’alimentazione, basato sulla costruzione di una politica alimentare di tipo sostenibile e che sia in grado di tenere conto di tutti gli aspetti oggi prioritari a livello planetario: lotta agli sprechi alimentari, sicurezza, salute, educazione, informazione e innovazione. Un occhio di riguardo è dedicato, in particolare, alla sostenibilità, che dovrebbe guidare le scelte dei consumatori verso soluzioni più adeguate sia per la propria salute sia per l’impatto che quelle stesse scelte potrebbero avere dal punto di vista ambientale.

Lo studio in oggetto si è infine preoccupato di disegnare il profilo di un consumatore polimorfico, ossia di un consumatore che adatta le proprie scelte e le proprie convinzioni alle diverse esigenze che incontra nella sua vita, modificandole nel corso di una singola giornata e ottenendo informazioni da tantissime fonti (oggi soprattutto fonti disponibili online). Di certo, però, il pasto resta un momento fondamentale per le famiglie italiane e negli ultimi anni si è registrata un’evoluzione nei profili qualitativi di ciò che si mangia

Il gran numero di informazioni di cui il consumatore dispone lo spingono però verso quella che viene definita come schizofrenia informativa, spesso soggetta a fonti prive di autorevolezza o a cui manca un controllo. Un fenomeno che potrebbe avere le sue ripercussioni e che andrebbe comunque affrontato con gli strumenti giusti.