In questi giorni uno degli argomenti di maggior interesse nel nostro  paese è stato il ritiro preventivo di migliaia di dosi di vaccino anti influenzale, proprio alla vigilia dell’inizio della campagna di vaccinazione.

Un problema che tocca da vicino una grande parte della popolazione, sia considerando le cosiddette categorie a rischio, per le quali il vaccino è altamente consigliato, sia per le persone che vogliono vaccinarsi contro l’influenza anche senza essere a rischio di complicazioni. Cerchiamo di capire cosa è successo.

I vaccini bloccati e ritirati dal mercato sono quelli prodotti da due diverse aziende, la Crtucell e la Novartis. In questo secondo caso il ritiro dal mercato è stato disposto per la presenza, nei composti, di aggregati proteici, agglomerati di proteine che non dovrebbero essere presenti.

Questi aggregati proteici possono causare, in chi si inietta il vaccino, una sorta di reazione amplificata del vaccino con febbre, dolori muscolari, arrossamento e dolore nel punto dell’iniezione. In pratica è come se si prendesse l’influenza per la quale si pensava di essersi vaccinati. 

Il problema che si è posto è che le dosi ritirate sono moltissime e, quelle rimaste, potrebbero non bastare per portare a termine la campagna di vaccinazione prevista dal Ministero della Salute. Lo stesso Ministero ha comunque assicurato che i vaccini attualmente disponibili sono sicuri e che saranno sufficienti per coprire la prima fase della vaccinazione.