E’ un fatto risaputo che l’alcol sia una sostanza molto dannosa per il nostro organismo, anche se un consumo molto moderato, come un bicchiere di vino o di birra una volta tanto, può non essere particolarmente nocivo.

Ciò che emerge ora, però, è che tutte le capacità benefiche del vino rosso e della birra possono essere rimesse in discussione se si prendono in considerazione non solo le sostanze ‘buone’ contenute nell’alcool, ma quelle cattive, come l’etanolo.

Spesso, viene detto che alcuni dei componenti contenuti nel vino o nella birra possono avere degli effetti benefici sulla salute, ma dicendo questo non si calcola che si sta parlando comunque di bevande alcoliche, in cui tutti gli effetti benefici sono facilmente annullati da quelli, molto meno salutari, dell’alcol:

Gli effetti del vino, nel bene e nel male, dipendono dall’etanolo e non da altri ingredienti. Attribuire presunte virtù del vino al resveratrolo, che peraltro si trova in quantità ben maggiori altrove, è insensato così come dire che il vino rosso è meglio del bianco. Vino, birra, superalcolici agiscono tutti allo stesso modo.

A dirlo è il nutrizionista Andrea Ghiselli, ricercatore del Centro Ricerche in Agricoltura, che spiega:

In Italia si parla di vino perché fa parte delle nostre tradizioni, ma per gli effetti sulla salute ciò che conta è l’alcol e poco altro. Certo, esistono differenze: il vino, e in parte la birra, vengono considerati “alimenti” con cui si accompagna un pasto, per cui già in partenza l’atteggiamento è in genere di maggior moderazione. I superalcolici, infine, provocano lesioni maggiori alla bocca e all’esofago, perché in poco liquido si concentra molto alcol e ciò può danneggiare i tessuti durante il passaggio verso lo stomaco. Fatte salve queste distinzioni, però, conta la dose di etanolo.