Gli italiani amano alzare il gomito: a rivelarlo è la Relazione al Parlamento del ministro della Salute per il 2014, secondo la quale sarebbero più di 8,5 milioni gli abitanti del bel paese che assumono quantità di alcol ritenute decisamente eccessive per il proprio organismo.

Ciò che preoccupa maggiormente è il consumo di bevande alcoliche tra i minorenni, dagli 11 ai 17 anni, ma anche i giovani tra i 18 e 24 tra i quali è sempre più diffuso il demenziale fenomeno del “Binge Drinking”.

Alcol tra i giovani: cos’è il binge drinking

Il Binge Drinking consiste nell’assunzione eccessiva di alcol fuori dai pasti e in un breve arco di tempo: il tutto per mostrare, forse, la propria “virilità”, la propria “forza”, pagando però con la propria salute talvolta finendo in coma etilico o addirittura, nel peggiore dei casi, anche con la propria vita.

Secondo alcuni dati nel 2013, rispetto all’anno precedente, la percentuale di coloro che si “abbuffavano” di alcol è diminuita leggermente, pur arrivando al 6,3% della popolazione con un’età che andava dagli 11 anni in su, suddivisa tra maschi (10,4%) e femmine (2,5%).

Gli italiani e l’alcol: i dati

Oltre ai giovani, anche la fascia più “agè” della popolazione non ha scampo: tra i dati, infatti, si trovano anche gli over 60 (tra i 64 e 4 anni) per via di un consumo giornaliero non moderato. In questo caso si tratta di bevande alcoliche come il vino, che in genere viene consumato durante i pasti, anche se talvolta viene assunto in quantità non consigliate.

Secondo i dati del 2013 circa il 63,9% degli italiani – quindi circa 34,6 milioni – avrebbe consumato almeno una bevanda alcolica, mentre il consumo fuori pasto avrebbe coinvolto circa 14 milioni di persone. Nonostante questi dati. L’Italia è uno dei paesi europei in cui viene consumato meno alcol stimato a 6,10 litri a pro capite, che comunque resta molto vicino al valore raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per il 2015 che invece pari a 6 litri.