L’albumina è la principale proteina plasmatica, i cui valori devono necessariamente rimanere costanti, in quanto un suo abbassamento comporta il travaso dei liquidi dai vasi sanguigni agli spazi intracellulari.

QUANDO SI PUO’ PARLARE DI ALBUMINA BASSA

Scientificamente, l’albumina bassa è detta ipoalbuminemia e si tratta di una condizione patologica che provoca un edema generalizzato. L’ipoalbuminemia si presenta quando in un campione di sangue periferico, si riscontra una concentrazione di albumina inferiore ai 35 gr per litro. L’albumina non è altro che una proteina ad elevato peso molecolare, secreta dalle cellule epatiche e rilasciata nel sangue: assieme  al 60% del totale, costituisce la maggioranza della proteine disciolte nel siero ematico. Si tratta di proteine essenziali per il mantenimento dei limiti fisiologici di 20mm di mercurio della pressione oncotica della soluzione colloidale che costituisce il sangue.

CONSEGUENZA DELL’IPOALBUMINEMIA

L’abbassamento dell’albumina comporta un conseguente abbassamento delle proteine disciolte nel sangue e, a sua volta, un abbassamento della sua pressione oncotica al di sotto del limite fisiologico di 20 mm di mercurio.

La conseguenza di tutto ciò sarà un travaso di fluidi ed elettroliti dai vasi ai tessuti, con un accumulo negli spazi intercellulari, formando così edemi. Nei casi più gravi, invece, l’accumulo di acqua sarà molto imponente ed interesserà l’addome, rendendolo gonfio in maniera spropositata, con conseguente compressione del diaframma e degli altri organo interni, provocando difficoltà respiratorie.

A cura di Jessica Di Giacomo

photo credit: -taro via photopin cc