Grazie ai ricercatori dell’Albany Medical College oggi sappiamo (e ci era indispensabile) che i topi che sono esposti agli effetti della cocaina preferiscono la musica jazz alla musica classica. Come riporta il New York Daily News, anche ai topi più tranquilli, sotto l’effetto di cocaina preferirebbero Miles Davis a Beethoven. Lo studio in questione dovrebbe essere una seria ricerca scientifica volta a scoprire i collegamenti tra l’abuso delle droghe e la neurologia.

Per l’associazione In Defense of Animals (In difesa degli animali), questa “ricerca” rappresenta un eccesso di sadismo della ricerca sugli animali, che va ad aggiungersi alla macabra top ten della Real Ridiculous Research (Ricerca realmente ridicola), che include altre rivelazioni sconvolgenti (a voi l’interpretazione) come “i laboratori sono dei luoghi stressanti per le scimmie”. Milioni di dollari di tasse vengono investiti per la ricerca animale ogni anno, e vanno a finanziare questi esperimenti assurdi e crudeli. E che servono solo a dirci cose che già si sanno e che sono semplice buon senso comune: se ti droghi, il tuo cervello non funziona più come prima. Ce lo doveva dire un esperimento?

Certo, si difendono i ricercatori, i loro esperimenti sono mirati a conoscere aspetti dettagliati sugli effetti di certe droghe o malattie. Ma sono un po’ troppo proni a dimenticare certi aspetti lampanti, come ad esempio il fatto che delle creature che vivono la loro vita chiusi in gabbie non vivano una vita “normale” e non possono essere paragonati, neanche con le “risposte” fisiche o comportamentali a degli animali che vivono in un ambiente libero o con i loro padroni umani.

Si tratta di animali che soffrono e muoiono, spesso a causa di esperimenti orribili, e ancora più spesso a causa dell’indifferenza ai loro bisogni e necessità. Pensiamo alle scimmie o ai cani e gatti, che sono creature sociali, proprio come noi.

La vivisezione, poi, è una pratica talmente sadica e triste che diventa difficile per chiunque riuscire a cogliere la logica che vi sta dietro.

Una riflessione su tutte: gli animali non hanno voce. Tutto ciò che deduciamo da loro, è una nostra supposizione. Cosa può supporre chi li tortura e non nota la loro sofferenza e la loro condizione?