La lotta ai tumori può contare da oggi anche su un innovativo metodo che è approdato all’Ospedale di Chioggia. Si tratta della termoablazione mediante microonde, una tecnica che consente di sciogliere la massa tumorale attraverso l’impiego di un ago incandescente. Tale metodo consentirebbe di intervenire su tumori – e metastasi – presenti nelle ossa, nel fegato, nei polmoni, nei reni. Il paziente viene trattato anche in ambito ambulatoriale e in day surgery, occorre una sola sessione di circa dieci minuti, e non avverte alcun dolore, anche perché viene sedato. In molti casi, successivamente, non è neppure necessario sottoporsi a cicli di chemio.

In cosa consiste, più tecnicamente, la termoablazione? I medici si servono di un generatore di microonde e di un terminale – chiamato antenna – che attraverso la guida ecografica viene inserito direttamente nella lesione tumorale. L’antenna provoca infine la distruzione del tumore, andando a colpire con la massima precisione. Una tecnica che si rivela proficua soprattutto in caso di tumori di grandi dimensioni perché consente di intervenire in modo nettamente meno invasivo rispetto al passato (l’incisione è di circa due o tre millimetri). I medici sono in grado di controllare anche l’intensità di calore necessaria che occorre di volta in volta, intensità anch’essa correlata alla dimensione della massa tumorale.

Tale tecnica, in definitiva, si rileva l’ottima soluzione da mettere in pratica in presenza di pazienti considerati fragili e inoperabili (soprattutto perché pluripatologici).