Abbiamo visto che affrontare il lutto è un processo soggettivo, che varia da persona a persona, tant’é che anche gli psicologi concordano sul fatto che non tutti passano attraverso le fasi per la sua elaborazione, e non necessariamente nell’ordine in cui le presenteremo qui. Possono esservi progressi temporali, alternati a fase di regressione. Secondo alcuni psicologi, tuttavia, l’elaborazione del lutto consiste in una serie di passaggi obbligati necessari per tornare ad accettare nuovamente la vita.

Vediamo quali sono le fase.

Le fasi dell’elaborazione del lutto

  1. Shock: di solito è la prima reazione. Possono esservi insensibilità, dolore o apatia. In genere non dura più di 2 settimane.
  2. Negazione: si ha il rifiuto di accettare la morte (“non può essere vero”). È una reazione precoce, di durata variabile.
  3. Disorganizzazione: incapacità di svolgere i compiti più semplici. Si prova irrequietezza, senso di inutilità, impotenza e solitudine.
  4. Rabbia-colpa: senso di colpa, irritabilità e rabbia nei confronti di Dio, del fato, dei medici o del defunto. Inizia quasi subito e raggiunge l’apice in 2-4 settimane.
  5. Contrattazione: riconoscimento della perdita, con il tentativo di venire a patti (”Se potessi…” o “Se avessi…”).
  6. Cordoglio-depressione: alla negazione si sostituiscono progressivamente sofferenza, cordoglio e depressione. È una fase dolorosa, che si vive in solitudine. Può ripresentarsi in qualunque momento, ma è via via meno frequente e intensa.
  7. Ansia: timore di non controllare i sentimenti e di impazzire. Apprensione per il futuro.
  8. Restituzione: partecipazione ai rituali, per esempio il funerale, e accettazione della realtà della perdita.
  9. Risoluzione: accettazione graduale della morte e del fatto che la vita continua.
  10. Reintegrazione: instaurare nuove relazioni e darsi nuovi obiettivi. Il defunto occupa un posto speciale nella memoria. Può richiedere mesi o anni.

Vedremo prossimamente quali sono le terapie più efficaci per affrontare le varie fasi del lutto.