Molto spesso mi imbatto in annunci di persone che regalano gattini recuperati dalle colonie feline, gatti di strada che cominciano la loro vita in modo sfortunato, spesso colpiti da malattie feline curabilissime, ma che se lasciate decorrere possono portare anche alla morte. A vederli, sono tenerissimi, difficile non farsi trasportare da un senso di empatia che l’essere umano ha innato nei confronti di altri esseri viventi, ancor di più se parliamo di cuccioli. Del resto, le storie di gatti come grandi compagni di vita abbondano: tutti conosciamo la storia di un “grande” gatto, eccezionale per un verso o per l’altro. Tutti sanno altresì che un gatto è un animale indipendente, che non necessita delle cure e delle attenzioni di un cane… un dolce rompiscatole che ama giocare, farsi coccolare, condividere la nostra poltrona, coperta o divano, ma al tempo stesso sa cavarsela da sé in qualsiasi ambiente che consideri la sua casa… Già, perché che lo vogliamo o no, nel momento in cui portiamo un gatto in casa, non diventiamo i loro “padroni”, ma dei compagni di casa: regaliamo loro il nostro spazio e accettiamo di condividerlo, più o meno alla pari.

Nonostante tutti i vantaggi che avere un gatto in casa comporta (il primo del quale è sicuramente quello affettivo), spesso ci facciamo mille remore e problemi inutili. Cosa ci trattiene davvero dall’adottarne uno e salvarlo da una vita di strada e di sofferenza?

LE PREOCCUPAZIONI DELL’AVERE UN GATTO

Certo, gli animali sono animali e non bisogna trattarli come dei giocattoli. Ma spesso quando una persona vive sola sente la mancanza di qualcuno, e non è detto che debba per forza essere un altro umano. Del resto, i gatti sono animali puliti (a differenze di gran parte dei bipedi), non fanno rumore (tranne quando è l’ora della loro pappa) e forniscono coccole e dolcezza in quantità, senza risultare appiccicosi. Tuttavia, a volte ci preoccupiamo troppo del fatto che non siamo quasi mai in casa, che il gatto possa devastarci l’appartamento, graffiarci il parquet o rovinare le tende, di non avere un angolo adatto alla lettiera, e mille altri dubbi amletici. Come se non bastasse, quando una persona legge le linee guida e i consigli delle associazioni animaliste, spesso perde del tutto il coraggio, la voglia o la predisposizione d’animo all’adozione, specialmente guardando la cavillosità dell’adozione da un gattile.

Non voglio dire che le precauzioni non siano necessarie, voglio solo dire che troppo spesso questa pletora di raccomandazioni e di obblighi forniscono solo demotivazione e scoraggiamento, finendo per convincerci che non siamo “adatti” per avere un animale, quantomeno se uno ha un po’ di coscienza e senso di auto-critica. Così finisce che o uno sente il sacro fuoco della missione dell’adottare un gatto, oppure si passa alla rinuncia per eccesso di preoccupazione. Vorrei pensare, infatti, che la maggioranza delle persone che vuole adottare un gatto lo faccia per il suo buon cuore, per quel senso di empatia che ci spinge a voler condividere la nostra vita con quella di un essere diverso da noi, ed instaurare uno scambio.

Successe anche a me, di demotivarmi totalmente, anni addietro, nonostante avessi avuto gatti (felici) in casa sin da quando ero bambina e spesso in convivenza pacifica con i cani che da sempre sono stati i miei “fratellini”: determinata ad adottare un gatto dal gattile locale, mi bastò una lettura alle regole del sito dell’associazione per farmi cadere in una crisi di coscienza. Il gatto ha bisogno di stabilità… io – che sono giornalista da 15 anni – la stabilità non ce l’ho per definizione: all’epoca poi scrivevo di cronaca per i quotidiani, non avevo orari fissi, mi trasferivo ogni due anni. Orrore! Impossibile garantire l’accesso in casa mia ai volontari del gattile quando volevano loro, impossibile garantire al cucciolo una vita per sempre nei secoli dei secoli nella stessa casa… insomma, una come me di gatti non se ne parlava proprio. Eppure pensavo di poter essere una buona compagna per un gatto, anche se il gatto è un animale abitudinario… Alla fine rinunciai.

E SE INVECE…

Di casi simili ne ho sentiti tanti, senza arrivare al mio caso limite da semi-nomade quale sono. Qualche tempo fa, parlando di gatti con un’amica che vive sola e lavora a tempo pieno – e che ha una splendida gattina con la quale vive felicemente – uscimmo con il discorso delle remore. “Io ci ho pensato due anni, prima di decidermi a prendere un gatto“, mi disse. “Avevo paura perché durante il giorno sono fuori casa per lavoro, a volte sto via… non credevo di essere adatta per averne uno“. E invece poi sono state altre persone a lei vicine – tutte felicemente “aggattate” a dirle che avrebbe potuto facilmente tenerne uno… Perché? Perché i gatti sono creature che dormono per i 3/4 della giornata, e di solito lo fanno quando il loro coinquilino umano non c’è. Basta creare un ambiente che sia loro idoneo, e si affezioneranno alla casa e impareranno a rispettarla e a custodirla durante la nostra assenza. Una lettiera ben pulita, acqua e cibo sempre a disposizione quando non ci siamo, un angolino con i loro giochi. Se avete il parquet in casa e avete paura che ve lo rovini, sappiate che le unghie dei gatti si possono anche tagliare o smussare (un buon toelettatore sa come fare), e se avete paura che sia un po’ troppo vivace, cercate di sceglierne uno dal carattere tranquillo, trasmettegli sicurezza e affetto… e sarete un ottimo compagno di vita per il vostro cucciolo!

QUANTO COSTA AVERE UN GATTO?

“Ma i gatti costano!” potreste obiettare. La mia risposta è che per amore di un essere vivente si può anche rinunciare a una pizza al mese per garantirgli il benessere che merita… a parte la lettiera (non ne serve certo una costellata di Swarovski), il costo del cibo può aggirarsi attorno agli 8 euro a settimana, oltre a una visita annuale dal veterinario e i vaccini (circa 30-50 euro l’anno). La castrazione o la sterilizzazione costa più o meno 100 euro. Aggiungete eventuali collarini antipulci e giochini a vostra discrezione…

Insomma, un gatto è sicuramente meno oneroso ed impegnativo di qualsiasi altro bipede vogliate tenervi in casa.

UNA SCELTA DEL CUORE, CON RATIO

Spesso ci facciamo troppo influenzare dalla logica, e troppo poco dal cuore. Se siete adulti e il vostro desiderio non deriva dall’accontentare i capricci di un bambino, seguite il vostro istinto: considerate i pro e i contro, e prendetene uno con voi, specialmente adesso che arriva l’estate e si assiste non solo agli abbandoni dei cani, ma anche a quello di tantissimi gatti che vengono lasciati a loro stessi per strada… Per loro avere una casa è importante tanto quanto voi.