Un ormone che ha il potere di diminuire il colesterolo totale migliorando al contempo il rapporto tra quello buono (HDL) e quello cattivo (LDL), abbassare la pressione, ridurre la glicemia, i trigliceridi e la resistenza all’insulina e di accelerare il dimagrimento. Sembra un sogno, invece è realtà, l’Adiponectina è una molecola di segnale prodotta dal tessuto adiposo e il suo compito è proprio quello di favorire il calo di peso.

Si tratta di un ormone che si trova in abbondanza nel sangue delle persone magre o normopeso, mentre scarseggia in quello degli individui obesi, ma oltre a promuovere il dimagrimento e il dispendio energetico, favorendo così il mantenimento del peso forma, l’adiponectina ha importanti effetti antinvecchiamento. In particolare grazie agli effetti antiaterogeni, antinfiammatori.

In pratica quindi un alto dosaggio di adiponectina, oltre ad agire sul metabolismo promuovendo una migliore sensibilità all’insulina, riduce il rischio di lesioni aterosclerotiche, combatte l’infiammazione cronica di bassa intensità.

A prima vista questo ormone del dimagrimento, che aumenta man mano che si dimagrisce, può apparire un anomalia perché, contrariamente alla leptina, altro importante ormone prodotto dal grasso che serve a far dimagrire quando si è troppo grassi e ingrassare quando si è troppo magri e che quindi ha un effetto regolatore, l’adiponectina sembra favorire e aggravare lo squilibrio.

Per capirne la logica bisogna tornare indietro nel tempo. L’uomo preistorico e cacciatore aveva bisogno di aumentare le scorte adipose durante l’inverno, per meglio sopravvivere, e di smaltirle rapidamente durante la stagione di caccia, per poter essere più scattante, resistente e agile.

Da qui il ruolo dell’adiponectina che comunica all’ipotalamo che l’organismo è entrato in fase attiva e in modalità di dimagrimento, in modo che la nostra centrale metabolica possa controllare se questa riduzione delle scorte lipidiche è sicura o se sia preferibile maggiore prudenza. In altre parole verifica se la caccia sta dando buoni frutti o se invece siamo alle prese con una stagione poco generosa ed è meglio tenersi delle riserve lipidiche. E questo lo fa controllando i livelli di leptina che sono influenzati, oltre che dalla quantità di massa grassa, anche da quanto si mangia.

Per attivare l’adiponectina è quindi necessario cominciare a smaltire grasso attraverso l’attività fisica (la caccia), e contemporaneamente nutrirsi adeguatamente (abbondanza di prede).

Recenti ricerche sembrano inoltre indicare che il consumo di olio d’oliva abbia l’effetto di promuovere la produzione dei adiponectina. Anche il chetone lampone, composto aromatico contenuto nei lamponi rossi, sembra avere un effetto positivo sulla produzione di adiponectina, ma per avere un effetto tangibile è necessario consumare l’estratto di chetone perché la quantità contenuta nei lamponi freschi è piuttosto limitata.