L’ acido folico, anche conosciuto con il nome di vitamina B9 o folacina, è una vitamina idrosolubile del gruppo B, necessaria per tutte le reazioni di sintesi, riparazione e metilazione del DNA, come anche per il metabolismo dell’ omocisteina e di altre importanti reazioni biochimiche. E’ quindi particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come quelli embrionali.

Generalmente assunta attraverso una dieta ricca di frutta e verdura a foglia verde – ma presente anche in legumi, frutta secca, uova e frattaglie – questa sostanza è inoltre nota per la sua azione preventiva nei confronti dei Difetti del tubo neurale (con particolare riferimento ad anencefalia e spina bifida) ed altre malformazioni congenite quali labio palatoschisi, difetti cardiaci, degli arti e malformazioni delle vie urinarie. La carenza di vitamina B9 potrebbe infine essere associata a ritardi della crescita e  parto prematuro.

Allo scopo di ridurre il rischio di gravi malformazioni fetali, l’ assunzione di acido folico è quindi fondamentale in gravidanza, specie nel primo trimestre. Per quanto riguarda i difetti del tubo neurale, questi si producono tuttavia nelle primissime settimane di gestazione e non sono prevedibili, tanto che, nel 95% dei casi, si verificano in assenza di precedenti nella storia familiare della coppia. Per questi motivi, l’ assunzione di acido folico dovrebbe iniziare già prima del concepimento (fino a un mese prima) e proseguire almeno per tutto il primo trimestre di gravidanza.

Un’ integrazione di 0,4 mg di acido folico è consigliato a tutte le donne in età fertile che stiano programmando una gravidanza, o anche semplicemente che non ne escludano la possibilità. E’ comunque consigliabile concordare l’ eventuale assunzione di integratori di acido folico con il proprio medico, poiché non esenti da possibili effetti collaterali, specie in presenza di problemi renali, infezioni o anemia.