Il genere Acacia comprende circa 1000 specie di piante, tutte appartenenti alla famiglia delle Fabaceae  (ex Leguminosae), la stessa di fagioli, soia, pisello ecc. Si tratta di piante arbustive, arboree o rampicanti, sia sempreverdi che decidue, molto apprezzate sia per la bellezza dei fiori che del fogliame, dall’aspetto gradevole e spiccatamente ornamentale. Le foglie di acacia sono per lo più alterne, pennate, bipennate o ridotte a semplici piccioli allargati (fillodi), mentre i fiori, generalmente gialli e dal profumo delicato, sono caratterizzati dall’inconfondibile forma sferica (come quelli dell’amatissima mimosa, anch’essa appartenente al genere acacia).

Se la specie Dealbata è la più diffusa in Italia, le varietà di acacia maggiormente apprezzate per le virtù terapeutiche sono: l’Acacia Farnesiana, l’Acacia Arabica e la Robinia Pseudoacacia. Della pianta si utilizzano i fiori, i semi, la corteccia e le foglie. Praticando delle incisioni sul tronco della specie Arabica, si estrae poi la famosa gomma arabica, largamente impiegata nell’industria farmaceutica e cosmetica come eccipiente e utile nella cura di dissenteria o enteriti. Grazie alle numerosissime specie che compongono il genere, è dunque possibile considerare l’acacia una pianta dai mille usi e dalle numerose proprietà.

L’infuso, preparato con 20 gr di fiori in mezzo litro di acqua, è molto apprezzato come calmante, astringente e si rivela un valido alleato contro le infiammazioni della gola.

Il decotto ottenuto da 100gr di foglie e corteccia per un litro di acqua è poi particolarmente indicato nel trattamento della dissenteria, mentre con 25 gr di fiori secchi per litro d’acqua si ottiene un efficace antipiretico naturale.

La gomma arabica è invece considerata un ottimo emolliente, da adoperarsi, miscelata con albume d’uovo, per impedire la formazione di vesciche causate da scottature.

In generale, l’acacia è ritenuta efficace nel trattamento di tosse accompagnata da catarro, digestione difficile, diarrea, gengiviti, stomatiti, alitosi e mal di gola. La medicina popolare indica poi l’acacia come efficace rimedio contro il mal di testa.

Se le proprietà antisettiche ed astringenti dell’Acacia salicina sono poi note da tempo, recenti studi condotti dall’Università di Monastir, hanno oggi rivelato come l’estratto delle foglie di questa pianta possegga proprietà antiossidanti, antimicrobiche (efficaci contro (Stafilococco aureus, Escherichia faecalis, Escherichia coli, Salmonella enteritidis e Salmonella typhimurium) e antitumorali. Pare infatti che gli estratti dalle foglie di acacia agiscano proteggendo il DNA da danni e mutazioni causate dagli agenti chimici, contrastando al contempo l’azione dei radicali liberi.

Grazie alla presenza tannini catechici, flavonoidi, derivati flavanici e mucillagini, la specie Robinia pseudoacacia presenta poi proprietà astringenti, antisettiche e antinfiammatorie; molto utili in caso di dispepsie accompagnate da diarrea, nelle enteriti e nelle forme catarrali a carico dell’apparato respiratorio. Per uso esterno, risulta invece indicata per curare gengiviti, stomatiti, faringiti.

L’acacia, essendo una pianta altamente nettarifera, è infine una pianta particolarmente preziosa per gli apicoltori: largamente noto ed apprezzato è infatti il miele d’acacia, cui si attribuiscono proprietà antinfiammatorie per la gola, antibatteriche, detossificanti per il fegato e dolcemente lassative; è inoltre un ottimo ricostituente ed energizzante naturale e aiuta a combattere l’acidità di stomaco. La medicina popolare apprezza poi il miele  d’acacia per il trattamento topico di piccole ferite, piaghe e bruciature: l’effetto calmante è immediato, mentre le proprietà del miele agiscono sui capillari, favorendone la ricostruzione.