Seattle è una città nell’ultimo angolo occidentale degli Stati Uniti, ad un passo dal Canada. Circondata da una natura mozzafiato (cito solo la Hoh Rainforest unica foresta pluviale in clima temperato al mondo), patria di musicisti come Kurt Cobain, di comnunità hippy di ogni tipo e avamposto mondiale nonché fucina dell’ecologia e del green living, non poteva che dimostrare nuovamente al mondo di essere un passo avanti…

L’OASI DI CIBO URBANO

Immaginate una foresta commestibile. Insomma, niente conifere, felci e muschio, come ci si aspetta da una latitudine come quella di Seattle, ma sette acri di terra – per la precisione nella cittadina periferica di Beacon Hill – dove saranno piantate centinaia di specie diverse di piante che producono cibo commestibile: nocciole e noci, frutti di bosco, fragole, lamponi, alberi da frutta (incluse mele e pere), alberi da frutta esotica come ananas, limoni, guava, cachi, ma anche erbe e spezie di ogni tipo… e il tutto a completa disposizione dei cittadini!

Chiunque potrà, in poche parole, entrare nella foresta commestibile e raccogliere ciò di cui ha bisogno.

LA RIVOLUZIONE DEL CONCETTO DI PARCO PUBBLICO

“Si tratta di una cosa completamente innovativa, mai fatta prima in un parco pubblico,” ha spiegato Margarett Harrison, architetto del paesaggio a capo del progetto della Foresta di Beacon Hill. La Harrison sta lavorando alla progettazione del parco e sta per ottenere i permessi per realizzarlo: conta di cominciare a scavare già quest’estate.

Il concetto di “Foresta di Cibo” pone le sue basi nel concetto della permacoltura, ovvero sui fattori di crescita perenne e di auto-sostenibilità del sistema di crescita, esattamente come una vera foresta naturale. Non solo questa foresta di cibo urbana sarà il primo vero progetto di permacoltura su larga scala, ma è anche la prima in tutti gli Stati Uniti (e probabilmente del mondo, così com’è stata pensata).

IL CIBO COME BENE PUBBLICO

Ma la vera rivoluzione è probabilmente la filosofia che sta sotto a questo progetto: prima ancora che di ecologia parliamo di economia, perché il presupposto è quello di considerare il suolo, le piante e tutto quello che vi cvresce, inclusi gli insetti e gli animali del sottobosco, come mutualmente necessari ed indispensabili… anche e soprattutto all’uomo. Significa anche considerare che il cibo è un bene di tutti, una risorsa pubblica che non va comprata ma mutualmente coltivata e di cui beneficiare in modo sostenibile.

Se gli americani riusciranno a capire in che misura fruire del territorio e regolarsi in base alle proprie esigenze senza depredarlo, Seattle avrà iniziato una rivoluzione storica.