La pesca sostenibile è un tema quanto mai di attualità. Il merito è anche di una crescente consapevolezza dell’opinione pubblica, che ha iniziato a preoccuparsi dei metodi di approvvigionamento ittico e del mantenimento della salute degli oceani. Ma siamo sicuri di sapere proprio tutto al riguardo? Ecco qualche curiosità sulla pesca certificata MSC, dalle origini all’evoluzione dei suoi standard, senza dimenticare le specie ittiche più diffuse e quelle più bizzarre.

1. Quando nasce MSC?

Marine Stewardship Council (MSC) nasce nel 1997, nel corso di un decennio caratterizzato da una sempre maggiore attenzione riguardo gli aspetti ambientali della pesca e l’entità del suo impatto sull’habitat acquatico. Promosso da WWF e Unilever, MSC opera in maniera indipendente dal 1999. Il suo obiettivo è incentivare una pesca sostenibile per l’ambiente marino, promuovendo così buone pratiche per la salvaguardia degli stock ittici odierni e futuri. La sede centrale di MSC si trova a Londra, sebbene siano oggi presenti filiali in tutto il mondo, dalla Germania all’Olanda, dall’Italia al Sudafrica, comprese mete oltreoceano come gli Stati Uniti e il Giappone.

2. Come nasce MSC?
La definizione degli standard per la pesca certificata MSC ha richiesto un processo di validazione di circa due anni, a seguito di una consultazione internazionale che ha coinvolto più di 300 organizzazioni in tutto il mondo. Scopo degli incontri è stato creare una visione onnicomprensiva sui problemi più comuni relativi all’attività ittica, stabilire le responsabilità individuali e raccogliere idee e input da tutte le principali parti interessate, come scienziati, attivisti, imprenditori e rappresentanti politici. Questo delicato processo è servito a definire uno standard di condotta per la pesca certificata, coerente con Il Codice di condotta per la pesca responsabile (UN FAO), le Linee guida per l’etichettatura del pescato e dei prodotti ittici del Marine Capture Fisheries (UN FAO) e il Codice di condotta della buone pratiche per gli standard sociali e ambientali (ISEAL).

Lo standard viene periodicamente rivisto ed aggionato.

3. Quali specie ittiche più diffuse sono oggi certificate MSC?

Sono oltre 20.000 i prodotti ittici etichettati MSC commercializzati in tutto il mondo, dal pesce fresco ai piatti già pronti. Le specie più comuni, tra quelle provenienti dalla pesca sostenibile, comprendono il merluzzo, un pesce d’acqua salata dalla polpa carnosa che vive prevalentemente nel nord Atlantico, nel mar Baltico e nel mare del Nord, ma anche specie come il nasello e la platessa. Vale infine la pena di ricordare il tonno, che varia per forma e colore ma gode dello stesso apprezzamento in tutto il pianeta, e il salmone, particolarmente ricercato per la prelibatezza delle sue carni.

4. E quali le più curiose?

Tra le specie provenienti dalla pesca sostenibile, sono molte quelle bizzarre e originali. È il caso, ad esempio, dell’halibut, pesce il cui corpo nasce simmetrico ma che, in età adulta, assume una nuova conformazione, con entrambi gli occhi su uno stesso lato della testa. Vi è poi il nasello neozelandese, dalla caratteristica estremità caudale, sottile e allungata, oppure il cosiddetto merluzzo carbonaro, così chiamato per il suo dorso scurissimo, talvolta tendente al nero-verdastro. Altre specie interessanti sono il lompo, dal corpo massiccio e amato soprattutto per le sue uova, usate spesso come succedaneo del caviale, e il lucioperca, che è invece snello e affusolato, seppur voracissimo, e contraddistinto da una doppia pinna dorsale.

5. Qualche numero…

Le prospettive future della pesca sostenibile sembrano essere rosee. Il volume di pesca certificata MSC è infatti salito del 6% nel corso dell’ultimo anno, mentre la filiera certificata ha registrato addirittura un rialzo del + 16%. Gli ultimi rapporti di MSC registrano quindi un mercato in crescita, con oltre 3.300 imprese coinvolte, fra grossisti, ristoratori e commercianti, operanti in ben 82 paesi. Attualmente, la pesca sostenibile rappresenta quasi il 12% delle catture marine globali, con picchi degni di nota: con ben 2,6 milioni di tonnellate di prodotti ittici, l’83% del pescato del Pacifico nord-orientale è oggi certificato MSC.

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